Renzi al Meeting prova a convincere Cl su nozze gay, riforme e tasse

25 agosto 2015, Americo Mascarucci
Renzi al Meeting prova a convincere Cl su nozze gay, riforme e tasse
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto questa mattina a Rimini per partecipare al Meeting di Comunione e Liberazione, il movimento ecclesiale fondato da don Luigi Giussani. 

Un palcoscenico che ogni anno cattura l’attenzione dei media nel periodo post ferragostano quando la politica e il mondo dell’impresa è in attesa di riprendere le attività. 

Un Meeting che più di qualcuno ha definito “de-formigonizzato” visto che quest’anno l’ex Governatore della Lombardia, ma anche l’ex ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e quello della Difesa Mario Mauro storici leader di Cl, sono rimasti dietro le quinte, pare per scelta dei nuovi vertici, decisi a separare i destini del movimento da quelli dei suoi esponenti di punta impegnati in politica. Della serie; Cl non c’azzecca niente con il Nuovo centrodestra. 

Certamente il ritrovato feeling fra Renzi, cattolico di scuola lapiriana e il popolo di Rimini, sta a dimostrare che qualcosa è cambiato e forse c’entra anche l’invito di papa Francesco ai ciellini a riscoprire il messaggio più autentico di don Giussani evitando il rischio di trasformarsi in lobby, confondendosi troppo con il potere. 

Un’accusa questa che, per anni, proprio i cattolici di sinistra hanno rivolto a Cl identificata con il governo della Lombardia, con Forza Italia e il berlusconismo e con i legittimi interessi della Compagnia delle Opere. Un invito preso in parola se come detto i "pezzi da novanta" di un tempo oggi sembrano diventati “ingombranti” o, come è arrivato ad ipotizzare qualcuno, ospiti indesiderati. 

Sarà forse anche per questo che Renzi diversamente dallo scorso anno ha scelto di esserci e di confrontarsi con i discepoli di don Gius? 

Un meeting davvero diverso anche perchè proprio a Rimini il segretario della Cei Nunzio Galantino ha rimarcato il suo giudizio poco lusinghiero sulla classe politica, e il ministro Graziano Delrio ha tentato di convincere il mondo cattolico sulla necessità di riconoscere i diritti alle coppie gay, rispondendo alle chiusure del cardinale Bagnasco. 

Ad ogni modo  prima dell'incontro in salone e del suo discorso, il presidente del Consiglio ha incontrato gli imprenditori delle varie aziende pubbliche e private sponsor della manifestazione riminese. L’arrivo non è stato dei migliori visto che il Premier è stato accolto da un violento acquazzone che lo ha costretto ad entrare a grandissima velocità all’interno della Fiera visitando i padiglioni, concedendo strette di mano e selfie al nutrito pubblico intervenuto per ascoltarlo. 

“L’Italia e la sfida del mondo” il titolo dell’incontro introdotto dai vertici di Cl, Emilia Guarnieri, Presidente Fondazione Meeting, e Giorgio Vittadini Presidente della Fondazione per la Sussidarietà. Entrambi hanno rivolto diversi interrogativi al Premier, da questi giudicati impegnativi. 

I RAPPORTI CON CL

“L’Italia deve essere la terra delle opportunità e non degli intenti – ha esordito Renzi ricordando proprio La Pira e l’importanza che “il sindaco santo” riconosceva al Mediterraneo – l’Italia deve tornare a fare l’Italia, investendo su se stessa, uscendo dal complesso della negatività. Non volevo venire qui, ma non per un fatto ideologico, i miei predecessori a Palazzo Chigi ci sono sempre venuti per convenienza, qualcuno l’ha considerata una grande piazza politica. Non mi andava di ridurre il dibattito dei giornali sull’accoglienza che mi avreste riservato. Veniamo da culture diverse, differenze che si sono evidenziate sui banchi di scuola e in seguito anche in ambito politico. C’è però un riconoscimento che va oltre le differenze culturali e politiche e questo riconoscimento oggi mi ha portato qui da voi, perché le differenze sono una risorsa, il dialogo, il confronto, lo scambio di idee aiutano la democrazia a crescere sana”. 

SECONDA REPUBBLICA O REPUBBLICA DELLA RISSA?

“L’Italia – prosegue Renzi - ha trasformato la seconda repubblica in rissa politica permanente, restando imprigionata in discussioni sterili ed inutili. Il berlusconismo e l’antiberlusconismo hanno fatto spingere il pulsante pausa al Paese facendogli perdere straordinarie opportunità, al punto che l’Europa ha fatto a meno dell’Italia, perché qui abbiamo rinunciato per vent’anni a fare politica”


LE RIFORME
 
Il pacchetto di riforme in campo, il Jobs Act, la riforma elettorale, la riforma della Giustizia e della pubblica amministrazione sono – spiega il Premier - la premessa per recuperare il tempo perso. La legge elettorale è il primo tassello per far ripartire il Paese perché quando uno va al governo non deve passare il tempo a difendersi dalla propria maggioranza o dagli attacchi della minoranza, ma deve fare l’interesse della Nazione con una coalizione forte e stabile. Servono regole semplici, chi vince governa, chi perde si organizza per diventare maggioranza in futuro  e intanto collabora nell’interesse del Paese senza dare vita ad una guerra permanente o tentando di impedire a chi vince di realizzare il programma votato dagli elettori. Lo Stato cosa ha fatto in questi anni?
 
Nella seconda Repubblica si è lavorato per bloccare, rendendo più complessa la burocrazia e ingessando il sistema. Semplificare la burocrazia e ridurre le tasse significa aumentare la giustizia sociale. Abbiamo un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, loro sono la nostra stella polare, ma proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di parlare chiaro e di approfittare di questo per essere portatori di dialogo. Non servono le sanzioni per risolvere i conflitti, con la Russia abbiamo sbagliato, lo scontro fra Mosca e la UE è’ stato un clamoroso errore e noi dobbiamo avere il coraggio di dirlo senza timori reverenziali o complessi d’inferiorità”. 

EMERGENZA IMMIGRAZIONE

“Come mai il terrorismo colpisce i luoghi culturali? Musei, sinagoghe, chiese? I terroristi non potendo sterminarci tutti, vogliono farci diventare come loro, consegnandoci alla paura e obbligandoci ad alzare i muri. Noi non ci rassegneremo alla paura. Non accetteremo mai la tesi di chi dice che, per non avere paura, dobbiamo chiudere le frontiere e respingere i disperati in fuga dalle guerre. Prima l’accoglienza, poi la gestione del problema. Non rinuncio all'umanità per tre voti. Noi siamo il ponte di collegamento fra Europa e Africa, da questo ruolo non dobbiamo sfuggire ma dobbiamo rafforzarlo.Ci hanno raccontato che la globalizzazione è un pericolo, invece è il più grande asset per l’Italia nel futuro proprio per il ruolo di ponte che svolge nel Mediterraneo. Ci sono persone che credono ancora nella bellezza del nostro Paese. Questa Italia capace di produrre bellezza ha bisogno di mettersi in movimento”. 

STOCCATA A SALVINI

“Sono vent’anni che l’Italia è bloccata – attacca Renzi - e c’è chi propone di bloccarla a novembre. Queste persone vogliono condannarci ancora all’immobilismo, non vogliono far ripartire il Paese. Sono loro i nemici del cambiamento”.

DEMOCRAZIA E POLTRONE

“La riforma del Senato ruota tutta intorno al tema dell’elezione dei senatori. Ma la democrazia – prosegue il Premier - non si moltiplica con le poltrone. La mostra sul Duomo di Firenze ospitata qui al Meeting mi ha commosso perché quello è un monumento simbolo della bellezza. La pedonalizzazione di Piazza del Duomo decisa dall’Amministrazione comunale da me guidata, è stata una scommessa che abbiamo intrapreso con l’idea di non poter rassegnarci ad essere assuefatti alla bellezza. Dobbiamo invece riscoprire ed apprezzare le nostre bellezze iniziando proprio a far comprendere come certi luoghi per la loro unicità vanno valorizzati e preservati, anche se questo può contribuire a modificare radicalmente abitudini consolidate, L’Italia è come Firenze, deve tornare a meravigliarsi e stupirsi delle proprie meraviglie. Ha uno spazio gigantesco a patto che non si pianga addosso.      


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