Tsipras perde pezzi: si dimette il segretario di Syriza

25 agosto 2015, Andrea De Angelis
Syriza fa crack, ancora una volta. 

Tsipras perde pezzi: si dimette il segretario di Syriza
Il partito di Tsipras registra le dimissioni del suo segretario alla vigilia delle elezioni anticipate fortemente volute dal premier dopo l'esito favorevole del referendum. 

Dopo Varoufakis e Lafazanis, dunque, un altro pezzo da novanta è distante dalla politica del leader greco che, sempre più solo, punta più che mai sulla fiducia degli elettori la quale, seppur in calo, si attesta sempre intorno al 60%. 

Si è dimesso dunque il segretario di Syriza, Tasos Koronakis, dopo aver espresso la propria opposizione alla linea ufficiale del partito. Koronakis, considerato uno dei più stretti alleati e collaboratori dell'ex premier, nella lettera di dimissioni critica la decisione di andare alle elezioni senza prima discutere all'interno di Syriza e ignorando le decisioni del Comitato Centrale.

Koronakis è però anche molto critico nei confronti di Panagiotis Lafazanis e degli altri rappresentanti dell'ala più radicale 'Piattaforma di sinistra' che hanno lasciato Syriza per formare Unità Popolare con altri 25 dissidenti, sottolineando che "sembravano pronti a questo scontro - spesso con comportamenti disdicevoli per il nostro partito - ed in ultima analisi a finalizzare la rottura". 

Da qui la previsione nefasta di alcuni analisti che vedrebbe il partito non solo diviso, ma addirittura frantumato in tre parti. Da un lato l'ala più moderata a guida Tsipras, dall'altro quella radicale di Lafazanis e in mezzo quella di Koronakis che metterebbe al centro il principio della collegialità, rivendicando il potere del partito e non del singolo.

Formalmente, come riporta La Repubblica, proseguono le consultazioni del leader di Unità Popolare, Lafazanis, che ha ricevuto ieri un mandato esplorativo dal presidente Prokopis Pavlopoulos: incontrerà questo pomeriggio alle 15:30 locali il leader provvisorio di Nea Dimokratia, Evangelos Meimarakis, ma anche i rappresentanti dei sindacati. 

Al suo tentativo di formare il governo non viene comunque data alcuna chance.
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