Meeting, Cl "scarica" Lupi e Formigoni per abbracciare il Partito della Nazione?

25 agosto 2015, Americo Mascarucci
Comunione e Liberazione si è convertita al renzismo? E’ pronta a benedire il progetto del Partito della Nazione tanto caro al Premier? 

Una cosa è certa, l’edizione 2015 ha avuto un qualcosa di particolare, di diverso. E’ sembrato ricercare un “tono minore” incentrando l’attenzione su due personaggi chiave; Renzi appunto, l’uomo del momento in campo politico, e il segretario generale della Cei Nunzio Galantino in campo spirituale. Sono stati infatti quelli loro, gli interventi clou di un evento che, diversamente dal passato, non ha occupato ossessivamente le cronache dei giornali. Una strategia che, a detta di molti osservatori, è stata studiata a tavolino dagli organizzatori proprio con l’obiettivo di catalizzare l’attenzione sul duo Renzi-Galantino con altri personaggi minori a fare da cornice, ma senza fare loro ombra. E se la posizione del monsignore, massimo esponente in Italia della linea Bergoglio è sembrata sposata totalmente dai ciellini (tranne qualche eccezione) anche il progetto di Renzi sarà abbracciato e rilanciato dal popolo del Meeting? 

Per il momento ciò che salta subito agli occhi è il tentativo di Cl di smarcarsi dai vecchi compagni di viaggio, ossia quei ciellini cresciuti alla scuola di don Giussani ma che, secondo molti, hanno finito con l’etichettare politicamente il Movimento fino a farlo identificare con le loro carriere e i loro modelli di governo. Inutile non fare nomi, appare chiaro il riferimento a Roberto Formigoni, Maurizio Lupi, Mario Mauro, grandi assenti di questa edizione. Sono lontani i tempi in cui proprio Mauro, all’epoca in cui era capogruppo del Pdl al Parlamento Europeo, aveva la forza e il potere di organizzare squadre di ciellini fuori le parrocchie milanesi per convincere i fedeli in uscita dalle messe domenicali a non votare Giuliano Pisapia sindaco di Milano perché favorevole ai registri per le unioni civili e alle nozze gay. 

Oggi il ministro Delrio può permettersi di spiegare proprio davanti al popolo di Cl l’utilità di una legge che riconosca diritti alle unioni civili e gay, senza essere contestato e quasi lasciando trasparire, se non proprio un’adesione totale, quanto meno un approccio non pregiudizialmente ostile dei ciellini nei confronti dell’argomento. Certo, nessuno oggi si sognerebbe mai di negare che i Formigoni, i Lupi e i Mauro hanno fatto parte della storia di Cl e anzi hanno contato molto nel movimento, ma appare evidente il desiderio dei ciellini di “nuova generazione” di chiudere con un certo passato, con certi personaggi, con certi metodi.  Per abbracciare nuovi leader? Quali? Forse proprio il premier Renzi? Il nemico di un tempo che con la sua presenza al Meeting ha di fatto sdoganato Cl agli occhi di una certa cultura cattolica, la cultura di La Pira e Don Milani, considerata proprio l’antagonista naturale del cattolicesimo giussiano?  

Renzi ha tenuto a rimarcare nel suo intervento le differenze culturali che  per anni lo hanno contrapposto agli eredi di don Gius e che tuttavia quest’anno non gli hanno impedito di essere lì dinnanzi ad una platea che politicamente e culturalmente dovrebbe essergli ostile. Quella platea che lo ha accolto ponendogli seri interrogativi, anche impegnativi, ma che certamente oggi non lo ha considerato un nemico. Forse quest’anno la partecipazione al Meeting è apparsa meno indigesta a Renzi proprio perché non più egemonizzata dai “soliti noti”? O forse guardando l’altra faccia della medaglia, il “sacrificio” dei leader storici, ad iniziare da Formigoni, è stato proprio funzionale a Cl per abbattere ogni steccato con il renzismo?

 Seguici su Facebook e Twitter
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]