Zika, oltre la microcefalia c'è di più: perdita di memoria e depressione

25 agosto 2016 ore 14:50, Americo Mascarucci
Non solo microcefalia, ma anche possibili danni al cervello provocati dal virus Zika. 
E' quanto emerge da uno studio pubblicato dalla rivista Radiology, che include foto che mostrano nel dettaglio come il virus Zika attacchi il cervello dei bambini causando gravi danni alla corteccia cerebrale e alle zone adibite al controllo del movimento, dell'equilibrio e della parola. 
Lo studio è stato condotto dagli scienziati della Rockefeller University di New York, capitanati da Joseph Gleeson, e dell'Istituto di allergologia e immunologia La Jolla, in California, che in questo modo hanno messo in relazione microcefalia e gravidanza.
In particolare, ad essere a rischio sono i neuroni coinvolti nelle facoltà di apprendimento e della memoria, o meglio le cellule staminali che periodicamente li sostituiscono
Il virus Zika infatti ha i suoi maggiori effetti proprio sulle staminali: questa particolarità nel feto si traduce nella possibilità di microcefalia alla nascita, mentre negli adulti l'effetto può essere ritardato ma comunque potenzialmente grave. Di fatto, i neuroni che muoiono non vengono sostituiti o sono rinnovati molto più raramente. Nei test condotti sui topi infatti la produzione di cellule staminali cerebrali in due particolari aree del cervello è diminuita da quattro a dieci volte. 
Non è ancora chiaro tuttavia per quale motivo queste popolazioni di staminali risultino particolarmente vulnerabili al virus. 

Zika, oltre la microcefalia c'è di più: perdita di memoria e depressione
Joseph Gleeson, tra gli autori dello studio, spiega: "E' la prima volta che si osservano gli effetti di Zika sul cervello adulto e possiamo dire che l'infezione non è così innocua come si pensava. Serviranno tuttavia ulteriori studi per capire se questo danno ha delle implicazioni biologiche a lungo termine o può influire sul comportamento". L'infezione come detto attacca le cellule staminali neuronali, distruggendole. 
Chi è in salute normalmente riesce a prevenire l'attacco del virus, ma chi ha un sistema immunitario indebolito potrebbe essere vulnerabile al virus, magari con possibili effetti nel lungo periodo sulla memoria o la depressione, tutti comunque da verificare. 
Intanto i casi di persone malate di Zika aumentano anche in Europa dove non ci sono però episodi di infezione autoctoni, ovvero focolai nati nei vari Paesi. 
Il rischio riguarda particolarmente gli adulti che hanno un sistema immunitario indebolito e l'attacco di Zika potrebbe comportare effetti nel lungo periodo sulla memoria o nella comparsa della depressione. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]