Trans nel cassonetto come ramaglie: è giallo malore o overdose

25 agosto 2016 ore 18:32, Micaela Del Monte
E' stata trovata morta in un cassonetto del verde di Brescia la trasnessuale 34enne scomparsa martedì scorso. Il corpo di Samantha Marta Baroni, 34 anni, fotografa bresciana, giaceva senza vita tra i rami depositati nel secchione di via Torricella di Sotto. A dare l'allarme sono stati i tecnici di A2a, l'azienda che provvede alla ripulitura dei cassonetti per la raccolta degli sfalci. Le indagini sono affidate ai carabinieri. Il ritrovamento è avvenuto nella zona della Torricella, lungo la strada che porta a Cellatica.

I carabinieri di Brescia hanno iniziato a interrogare tutte le persone che hanno visto viva nelle ultime ore la transessuale. La madre solo martedì ne aveva denunciato la scomparsa e l'avrebbe vista viva l'ultima volta il giorno prima. Al momento l'inchiesta del sostituto procuratore Roberta Panico è aperta senza alcuna ipotesi di reato e non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati visto anche che sul corpo non ci sarebbero segni di violenza, né di arma da taglio o da fuoco. Una delle prime ipotesi è che la morte sia sopraggiunta per overdose.

Trans nel cassonetto come ramaglie: è giallo malore o overdose
"La mamma di Marta è distrutta
- ha raccontato una vicina prima di chiudere in fretta la porta del condominio dove la ragazza viveva con la madre da qualche tempo - I carabinieri mi hanno chiesto di starle vicino". Proprio la mamma della 34enne, che aveva terminato il percorso di cambiamento del sesso tanto da avere ottenuto anche un nuovo nome all’anagrafe, martedì sera aveva denunciato la scomparsa della figlia. Da cinque giorni la 34enne, che qualche tempo fa aveva avuto uno studio fotografico nella Bergamasca, non dava notizie di sé.

 Intanto i militari hanno già esaminato le immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza presenti nella zona, scoprendo la presenza di un’automobile che sarebbe entrata verso le 22 nella piazzola di via Torricella rimanendovi per qualche minuto. Gli investigatori stanno cercando di capire se la ragazza si sia infilata da sola nel cassonetto (che ha le sponde basse, facilmente scavalcabili), magari per riposare o cercare una specie di giaciglio, oppure se vi sia stata depositata da qualcuno dopo che aveva già perso la vita per cause che solo il medico legale potrà chiarire.
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