Terremoto Amatrice, geologo Tozzi: "E' sempre la stessa storia. Ma guardate l'esempio di Santo Stefano di Sessanio..."

25 agosto 2016 ore 12:33, Lucia Bigozzi
“E’ un tipico terremoto italiano che avviene in un territorio sismico. Che idea mi sono fatto? E’ sempre la stessa storia… Noi funzioniamo bene in emergenza, la Protezione Civile è ottima, riusciamo pure ad avere i soldi dall’Europa in emergenza, invece per la prevenzione i soldi non ci sono e oltretutto quei pochi che ci sono vengono impiegati male”. Non ci gira intorno Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico che nella conversazione con Intelligonews batte la lingua dove il dente duole, ma al tempo stesso svela realtà-modello sul versante prevenzione e sicurezza. 

Che sta succedendo nell’Italia centrale. Che idea si è fatto?

"Quello che succede sempre quando c’è un terremoto nel nostro Paese: questo è un tipico terremoto italiano; avviene con una magnitudo non tanto elevata, in una realtà spesso rurale, collinare o di montagna, fa dei danni devastanti rispetto all’energia che è in gioco, assurdi, incomprensibile e mette sempre più al margine queste zone che sono già marginali. L’idea che mi sono fatto è che è sempre la solita storia…"

Terremoto Amatrice, geologo Tozzi: 'E' sempre la stessa storia. Ma guardate l'esempio di Santo Stefano di Sessanio...'
Di mancata o inadeguata prevenzione e messa in sicurezza degli edifici? 

"Noi italiani funzioniamo bene in emergenza, la Protezione Civile è ottima, in emergenza ci sono tante gare di solidarietà, riusciamo pure ad avere i soldi dall’Europa in emergenza, invece per la prevenzione non ci sono e oltretutto quei pochi che ci sono vengono impiegati male". 

Da cosa dipende questa criticità sul versante prevenzione e sicurezza?

"Dipende da una scarsa cultura del terremoto, da una scarsa cultura degli eventi naturali e dei rischi connessi. Noi siamo un territorio a rischio, bisogna che ce lo mettiamo in testa".

Nella sua esperienza di geologo e divulgatore scientifico c’è un esempio, un modello virtuoso di paese o città cui guardare dove la prevenzione anti-sismica ha funzionato e dove un nuovo terremoto non ha provocato il crollo degli edifici, anche quelli storici? 

"Ce ne sono diverse di queste città, di queste realtà . C’è Santo Stefano di Sessanio in provincia de L’Aquila che col terremoto del 2009 non si è danneggiata per nulla perché ristrutturata tutta in maniera accorta e moderna. Poi c’è Cerreto Sannita, nel Beneventano: fu restaurata dallo Stato Pontificio addirittura nel 17esimo secolo e ha retto benissimo a tutti i terremoti che successivamente ci sono stati". 

Il parziale cedimento del Corno del Gran Sasso, mentre altri rilievi dell’Appennino centrale hanno tenuto, cosa segnala dal punto di vista geologico? Lì la prevenzione c’entra meno.

"Significa che lo stesso paesaggio naturale dell’Italia è un paesaggio sismico, creato dai terremoti specialmente nell’Appennino centrale; quindi ci dice che il terremoto è riuscito ad agire pure lì. Adesso bisogna valutare bene le interazioni ma questo tipo di cose sono caratteristiche del paesaggio italiano: la valle di Campo Imperatore è una valle sismica: sono terremoti che si manifestano da sempre e che hanno disegnato il territorio italiano". 

La ricostruzione dei borghi medievali, da Amatrice ad Accumoli, passando per Arcuata e Pescara del Tronto sarà possibile secondo lei? 

"E’ possibile farla con criteri anti-sismici ma bisognerebbe cominciare a farla subito. Quanto si vuole aspettare? Non è che si deve aspettare il terremoto per farla, perché altrimenti diventa tutto troppo complicato". 



autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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