Continua il mito del trafficante "Escobar" e al cinema è italiano - TRAILER

25 agosto 2016 ore 21:06, Micaela Del Monte
Dopo il successo della serie tv targata Netflix (che lancia in quesgti giorni la seconda stagione) è arrivato anche il turno della pellicola cinematografica. A Narcos dunque segue Escobar, il film con Benicio Del Toro nei panni del trafficante di droga colombiano. Il film, firmato dall'italiano Andrea Di Stefano e distribuito da Good Film, esce oggi 25 agosto nelle sale.

Il film mescola biografia e romanticismo attorno alla figura del più noto trafficante di cocaina di sempre, ucciso nel 1993 dalla polizia colombiana. Ma la storia non si sofferma sui particolari biografici legati ad Escobar, raccontandoli solo in parallelo. Il coprotagonista di del Toro/Escobar è infatti Josh Hutcherson ovvero Nick, surfista canadese che pensa di aver trovato il paradiso quando raggiunge il fratello in Colombia. Una laguna turchese, una spiaggia d’avorio, onde perfette, un sogno. Poi incontra Maria, una splendida ragazza colombiana. I due si innamorano follemente e tutto va benissimo fino a quando Maria presenta Nick a suo zio: Pablo Escobar.

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La pellicola si basa su fatti reali, come spiega Di Stefano: "Tutto quello che Pablo Escobar dice nella sceneggiatura originale, in un momento o nell’altro della sua vita lo ha detto davvero". E ancora: "Il film inizia all’epoca in cui i colombiani vedevano Pablo Escobar come una persona molto ricca, e solo pochissimi sospettavano che trafficasse la cocaina, soprattutto perché all’epoca questa droga non era considerata dannosa per la salute. Allora, anche il commercio di marijuana prevedeva pene detentive più severe. In Colombia, Perù e Bolivia la cocaina era considerata una medicina. Si masticavano le foglie per combattere la malaria e guarire il raffreddore".

Di Stefano ha avuto l'idea di questo film da un suo amico, poliziotto di Miami che gli ha raccontato di un ragazzo di Bologna andato a Miami per lavorare nel bar del fratello. L'uomo ha iniziato poi a importare cocaina della Colombia e si è trasferito la. Pablo gli diventa amico e così gli chiede di costruire un bunker per nascondere qualcosa. Ma fatto il tutto, l'uomo si è reso conto che Escobar voleva ucciderlo. ''Mi ha incuriosito il fatto che Escobar non seguisse una delle poche regole dei criminali - ha spiegato Di Stefano che ha presentato il film al Festival di Roma -: non uccidere le persone che ti sono fedeli. Sapevo che c'era una storia da raccontare fin da subito, Escobar ha dei tratti quasi mitologici. Mi interessava un film su di lui e su un'anima pura, che arrivava a conoscerlo e che Escobar faceva scendere agli inferi''.

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