Colombia, chiude 52 anni di guerriglia l'accordo Governo-Farc col referendum

25 agosto 2016 ore 14:34, Lucia Bigozzi
E’ un accordo storico: governo colombiano e ribelli delle Farc domani firmano la pace. A far da “giudice terzo”, sarà l’Avana dove l’intesa sarà ratificata ufficialmente. Se questo patto reggerà (come pare di capire stando alle dichiarazioni delle due parti in causa) mezzo secolo di guerra civile finirà negli archivi della memoria storica del Paese dell’America Latina. Ma cosa prevede l’accordo? I dettagli non sono stati ancora resi noti ma quello che trapela riguarda una riforma agraria radicale, l’estensione della presenza dello Stato nelle aree più periferiche e un nuovo modo di combattere la piaga del narcotraffico. I negoziati tra governo colombiano e Farc erano stati avviati nel novembre 2012 dopo che i ribelli avevano avuto pesanti ripercussioni nella lotta contro il governo. 

Colombia, chiude 52 anni di guerriglia l'accordo Governo-Farc col referendum
Per arrivare alla storica firma ci sono voluti ben quattro anni di trattativa, portata avanti sempre a Cuba dove per il tardo pomeriggio è convocata una conferenza stampa
nella quale i negoziatori governativi annunceranno “la fine dei colloqui e la chiusura dell'accordo di pace”. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha già dichiarato che i negoziatori stanno “dando i tocchi finali” all'intesa. Sulla stessa lunghezza d’onda, anche il leader delle Farc, Timoleon “Timochenko” Jimenez, aveva osservato: “Fortunatamente si è riusciti a giungere in porto”. Ivan Marquez, negoziatore capo delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), ha anticipato ai colombiani incollati alle dirette tv sui negoziati a L’Avana la firma dello storico accordo di pace con il governo colombiano che chiude quella che da più parti è stata considerata la grande guerriglia dell’America Latina. Mercoledì la notizia è stata salutata da una manifestazione per le vie di Bogotà: folla festante per celebrare la pace dopo 52 anni di guerriglia che hanno lasciato sul campo 220mila morti e provocato 5 milioni di sfollati. 

Ora la Colombia guarda con più ottimismo al proprio futuro. Infine, il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha indetto un referendum sull’accordo per il 2 ottobre. Senza il sì della popolazione la messa in atto dell’intesa non potrà considerarsi valida. Obama si congratula con Santos pensando ad un altro storico evento accaduto sotto il suo mandato presidenziale: la fine dell’embargo con Cuba. 

autore / Lucia Bigozzi
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