Famiglia sterminata da crollo del campanile restaurato. Indaga la Procura

25 agosto 2016 ore 15:20, Americo Mascarucci
Ci sono anche storie assurde fra quelle che giungono in queste ore dai luoghi del disatro. 
Come quella di una famiglia di Accumoli, padre, madre e due figli piccoli. Tutti morti, ma non per il crollo della casa che al contrario è rimasta in piedi, bensì per colpa del campanile dell’adiacente chiesa precipitato sull'abitazione.
La storia è raccontata dal quotidiano La Stampa
"Un’intera famiglia, una giovane coppia e due piccoli bimbi: Stefano e Riccardo, rispettivamente 7 anni e 8 mesi. Intrappolati dentro un palazzo sfondato dal peso del campanile della chiesa adiacente crollato sul tetto. Un campanile restaurato con i fondi del terremoto aquilano e che conficcandosi nell'abitazione ha ucciso un’intera famiglia trascinando via la loro casa e ogni speranza di vita. Speranze giudicate flebili sin dai primi momenti, ma alle quali un intero paese ha provato a legarsi".
Andrea e Graziella "erano nel letto con il bimbo più piccolo in un lettino accanto. Sono stati uccisi nel sonno, quasi senza rendersene conto". Stessa sorte per Stefano che invece dormiva nella sua stanza.

Famiglia sterminata da crollo del campanile restaurato. Indaga la Procura
Una famiglia "perfetta" - così la descrive un’altra abitante di Accumoli, il paese dove la coppia viveva insieme ai figli piccoli - cancellata in una manciata di secondi.
"Gli uomini dei soccorsi - racconta La Stampa - forzano l’ingresso, provano a superare le scale bloccate dai crolli. Sentono lamenti, ma alla fine devono arrendersi: Impossibile, non si riesce proprio ad entrare. Due agenti della polizia, Candido Vallocchia e Enrico Marchioni, scavano a mani nude, poi più tardi ritentano i vigili del fuoco. Ma il risultato non cambia. Nel frattempo sono passate oltre quattro ore quando arriva la prima pala meccanica. Si prova ad aprire il fianco della casa nella parte inferiore. Dall'interno nessun lamento, nessuna richiesta d’aiuto.
Una vicenda su cui ora dovrà fare chiarezza la procura di Rieti che ha già aperto un fascicolo unico per fare luce sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice, l'hotel Roma e, appunto, il campanile crollato ad Accumoli. L’ipotesi di reato è disastro colposo.
Il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, si difende: "Non c'è stata imperizia nel restauro del campanile", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti. "La morte di una famiglia intera è un dramma, i figli erano cresciuti con i miei ma non strumentalizziamo. Un campanile di otto metri anche restaurato da poco con il terremoto è lecito che crolli. Non abbiamo fatto noi i lavori, ma non c'è stata imperizia".


 




 


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