25 aprile, Abbate e la nuova Resistenza: “Oggi è Salvini lo specchio del Paese. Migranti? Colpa della geografia”

25 aprile 2015, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, lo scrittore Fulvio Abbate, in relazione al problema dell’immigrazione,
25 aprile, Abbate e la nuova Resistenza: “Oggi è Salvini lo specchio del Paese. Migranti? Colpa della geografia”
punta l’indice contro la politica di Salvini, dell’Unione Europa e contro… gli inglesi. Domani 25 aprile si festeggia la liberazione dal nazismo. 

Oggi quali sono le dittature da combattere? 

«Mi sembra che si delineino 2 dittature: una economica, alla quale di volta in volta possiamo attribuire il volto della Cina o del mercato globale, e poi c’è la spinta che arriva dal mondo islamico. Non è una guerra di civiltà ma esclude i valori fondanti della vecchia Europa: l’illuminismo, la cultura della tolleranza e della laicità sui quali credo non si possa transigere. La vicenda di Charlie Hebdo da questo punto di vista è esemplare, sono stati colpiti dei giovani giornalisti che affermavano il principio della laicità. Loro parlando con me dicevano “noi non crediamo alle menzogne della religione”». 

Qual è la nuova resistenza del popolo italiano? 

«Il popolo italiano dovrebbe ribellarsi a se stesso, Salvini è lo specchio di un Paese per molti versi intollerante che non riesce a riflettere su quello che sta accadendo in termini geopolitici e macroscopici. L’immigrazione non può essere fermata nel suo flusso verso i Paesi più ricchi. Il fatto che l’Italia stia nella posizione più sfavorevole per posizione e immensità di coste è un dato della geografia. Sicuramente non si può fare come Malta che opera i respingimenti, è inaccettabile dal punto di vista dell’umano rispetto». 

L’Ue ha stanziato più fondi sull’immigrazione, ma non ha affrontato il problema della redistribuzione dei migranti e degli scafisti. Passo avanti o indietro? 

«Innanzitutto ho ascoltato chi si è occupato della questione che spiegava come il problema non siano gli scafisti. Gli scafisti spesso sono migranti costretti a portare i barconi, sono l’anello più debole, smettiamola di criminalizzarli, sono quelli che portano il mezzo. L’Ue è espressione di singoli egoismi non vuole assumersi la responsabilità politica di un’azione per contenere il problema che, se facciamo riferimento alla Libia, ha tra i suoi responsabili la dissennata idea di Sarkozy di sbarazzarsi di Gheddafi per ragioni oscure. Siamo costretti per realpolitik a rimpiangere Gheddafi che era comunque un laico». 

 Cameron ha detto: “Vi diamo più soldi ma non vogliamo profughi nel Regno Unito”. 

«Questo è un comportamento tipicamente inglese. Ho fatto il servizio militare alla Nato a Napoli e c’erano tutti, gli unici che non avevano scambi con gli altri erano gli inglesi. Non li vedevi neanche nel pub della base, avevano persino una mensa per conto loro». Dopo 4 mesi si è scoperto che Lo Porto, il cooperante italiano ostaggio dei talebani è stato ucciso dagli americani con i droni. 

Che idea si è fatto di questa vicenda? 

«E’ una notizia terribile ma tra qualche settimana, purtroppo, nessuno si ricorderà più di Lo Porto».
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