Le parole della settimana: idea contro numeri (dei migranti)

25 aprile 2015, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: idea contro numeri (dei migranti)
I numeri della cronaca sono spaventosi, nella loro danza ormai sfrenata: non c’è che da sfogliare, su carta o su display, l’attualità: 34 miliardi di dollari, secondo l’Huffington Post, il fatturato del traffico di uomini nel mondo. 

Per il traffico con l’Italia solo 1 miliardo di dollari nell’anno 2014: un’inezia. Ma se è vero che, dopo i 170.000 del 2014, per il 2015 si teme un’ondata di 500.000/1.000.000 di esseri umani dalla Libia, la fetta di fatturato per il traffico con l’Italia potrebbe salire a 6 miliardi di dollari.

La Grande Ipocrisia Europea e Occidentale supera sé stessa fingendo di non sapere che quella parte di Libia, con capitale Tripoli, che è in mano alle milizie islamiche di Fajr Libia, favorisce anzi protegge le operazioni dei trafficanti, traendone lauti guadagni che le servono per finanziare la guerra contro il governo regolare, quello internazionalmente riconosciuto, di Tobruk.

Intanto la nostra Polizia lavora bene. Ha arrestato fino ad oggi più di mille scafisti, annuncia Renzi. Ma quanti ne rimarranno dentro? Qui entrano in gioco le difficoltà dei processi, i vari gradi di giudizio, il dileguarsi dei testimoni... I più ottimisti valutano che il 10% degli scafisti arrestati arriverà a scontare una pena.

E allora? Tanto per cominciare, distruggiamo i loro barconi prima che prendano il mare.

L’ipotesi di usare i droni in dotazione all’Italia per distruggere i barconi dei trafficanti è definita da Paolo Valentino sul Corriere della Sera “una chiacchiera inutile e illusoria” Perché? Perché i nostri 12 droni sono disarmati. Ah. Sono efficacissimi per osservare gli scafisti e la loro spietata efficienza, ma non possono torcergli nemmeno un capello. Niente distruzione dei barconi, dunque. Ma potremmo almeno non restituire quelli che catturiamo? Tenerli e affondarli noi? A quanto pare, no: nel 2014, dice il nostro Ministero della Difesa, sono state restituite ai trafficanti di uomini ben 800 tra grosse scialuppe, gommoni e pescherecci.

In fine, cos’ha deciso l’Europa? Triplica i fondi per Triton, ma rimangono le divisioni sull’asilo.

La sensazione è che nessuno voglia affrontare le proporzioni reali della tragedia, o abbia il coraggio di alzare lo sguardo verso una prospettiva diversa, più alta.

Qualche giorno fa Gianfranco Librandi ha lanciato l’idea: un “Piano Marshall europeo per l’Africa”: anziché accogliere profughi e migranti in Europa, sostiene Librandi, sarebbe più giusto portare gli aiuti in casa loro per creare un contesto politico ed economico virtuoso, sufficiente all’auto-sostentamento. Un sogno? Un’utopia visionaria? Certo, sono parole che possono sconcertare chi ha perso l’abitudine a pensare in grande.

Ma si faccia avanti chi ha un’idea migliore.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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