Nel Mediterraneo affondano i migranti ma anche l’Europa che ci abbandona

25 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Nel Mediterraneo affondano i migranti ma anche l’Europa che ci abbandona
Mediterraneo, morti, migranti. Sequenza impressionante di significati nelle parole-chiave che sintetizzano la cronaca di una settimana vissuta nella tempesta degli oltre settecento cadaveri in fondo al mare, delle polemiche politiche e del “disimpegno” dell’Europa di fronte a quella che in molti non hanno esitato a definire “la più grande tragedia dal dopoguerra”. 

I NODI IRRISOLTI. L’Italia soccorre, l’Italia accoglie, l’Italia si fa carico. L’Europa guarda, davanti ai morti che galleggiano nel Mediterraneo si batte il petto, ma poi si limita a mettere mano al portafogli e dislocare qualche nave nel mare di tutti. All’indomani della strage nel canale di Sicilia, Matteo Renzi chiede e ottiene un Consiglio straordinario dell’Ue per affrontare l’emergenza. Eventi carico di aspettative, almeno a Palazzo Chigi, insomma: #lavoltabuona. Si lavora a un piano, un documento in dieci punti che va dall’intervento militare per distruggere i barconi dei trafficanti di esseri umani, al potenziamento delle missioni Triton e Poseidon, alla ripartizione per quote dei migranti in tutti i Paesi europei. Ok, tutto vero e tutto bello. 

Ma qual è l’esito? Renzi porta a casa più risorse all’Italia e più soldi per Triton, un maggior numero di navi ed elicotteri per monitorare il Mediterraneo tra la Libia e la Sicilia. E poi? Eppoi c’è Cameron che metterà mano al portafogli ma con le elezioni alle porte mette subito in chiaro che nel Regno Unito non entrerà nemmeno un migrante richiedente asilo. E non è il solo tra i leader europei a pensarla così; vedi i colleghi dell’Europa del Nord.

Al “ministro degli Esteri” europeo Federica Mogherini viene affidato il compito di mettere in piedi un piano per combattere scafisti e trafficanti di esseri umani, ma non è un’impresa facile, né sul piano logistico, né sul piano politico. Anche perché – e non è un dettaglio irrilevante – il governo di Tripoli non ne vuole sapere di droni armati sulle proprie coste a caccia di barconi. 

POLEMICHE E PROPOSTE. La politica si avvita in un giro di accuse e contro-accuse, mentre i cadaveri degli oltre settecento migranti scivolano sul fondo del mare. Intelligonews interroga e registra le posizioni in campo. Se per Luca Casarini (Sel) la soluzione sta nell’apertura di corridoi umani garantiti e protetti e nel riconoscimento del diritto di asilo per i migranti, Claudio Borghi, candidato leghista alla presidenza della Toscana, accusa: “Porte aperte volute dai tedeschi. La mia Toscana chiuderà le frontiere”. Gli fa eco Toni Iwobi che della Lega è il responsabile Immigrazione convinto che “solo Salvini fa proposte concrete e tutti gli gettano fango addosso”. 

No, non è questione di fango o frontiere chiuse, dice Gianfranco Librandi, parlamentare di Scelta Civica, che pragmaticamente propone un “Piano Marshall per l’Africa”. Il dibattito si accende anche dal punto di vista culturale. A Intelligonews Massimo Fini, giornalista e scrittore, avverte che “il futuro sarà Nero” e il filosogo Diego Fusaro mette in guardia: “Stanno creando una nuova razza”. Tranchant l’analisi del direttore del quotidiano Il Garantista Piero Sansonetti che stigmatizza i politici che fanno campagna elettorale sui morti rilevando che “di mille negri morti non frega niente a nessuno” e rilancia la priorità: “Salvare le persone”. 

Magdi Allam, giornalista ed ex europarlamentare sollecita l’Italia a “guidare una forza euro-araba in Libia” e lo storico Franco Cardini dice che l’Occidente “deve fare i conti con le multinazionali in Africa”. Lo scrittore Gabriele Adinolfi non ha dubbi: “L’immigrazione ingrossa i grandi gruppi economici”. Per la scrittrice Enrica Perucchietti “gli affari non li fanno solo gli scafisti”. Infine lo scrittore Fulvio Abbate considera Matteo Salvini “lo specchio del Paese”. 

Chi, invece è impegnato a salvare vite umane non ha dubbi: “No all’opzione militare. Serve un Mare Nostrum europeo”, ribadisce Laura Bastianetto, portavoce della Croce Rossa Italiana. Anche la Polizia è in prima linea e a Intelligonews Gianni Tonelli, leader del Sap (Sindacato autonomo di Polizia) non ci gira attorno: “Altro che emergenza, è un esodo. C’è un serio rischio sociale”. 


Nel dibattito politico irrompe la provocazione di Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound per il quale “l’Africa dovrebbe tornare ai tempi del colonialismo”. Da Milano la giovane militante di Fi Silvia Sardone lancia l’allarme sui centri di accoglienza al collasso e su quella che ormai è “una guerra tra profughi e clochard”. Dalle file del M5S arriva la strigliata a Renzi della parlamentare Roberta Lombardi che boccia la linea del premier e gli ricorda che per affrontare l’emergenza basta applicare una mozione dei 5S votata da tutto il Parlamento che prevede, tra l’altro, centri di accoglienza sulle coste libiche gestiti da agenzie internazionali Onu e Ue. 

L’analisi del parlamentare dem Khalid Chaouki evidenzia “le strumentalizzazioni inacettabili di chi specula sulle vittime della strage per fini elettoralistici” e difende l’operato del governo. Come non pensare alla Lega? Gianluca Buonanno, europarlamentare leghista la pensa all’opposto e dopo aver auspicato per Chaouki il rientro in Marocco, “bombarda” il governo e il suo premier. 
Nel mare magnum delle polemiche, c’è spazio anche per una querelle che per giorni tiene banco sui social e che ha per protagonista un post di Gianni Morandi sulla strage dei migranti. 


E in attesa che Cameron ci ripensi, la Merkel lo convinca, la Mogherini appronti e si faccia votare il piano anti-trafficanti di esseri umani, l’Italia resta col cerino in mano…


autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]