Berlusconi, Renzi, Belzebù e l'Europa. Un 'gran Casini'

25 febbraio 2014 ore 11:37, Marta Moriconi
Berlusconi, Renzi, Belzebù e l'Europa. Un 'gran Casini'
"Perché Renzi ha incontrato Berlusconi? Perché si è preso Belzebù nella sede del Pd?"
Con questa domanda posta durante la trasmissione Agorà, su Rai3, Pierferdinando Casini provoca una riflessione che coinvolge la base del Pd. 
Vuole convincere gli elettori piddini che Belzebù non è il male assoluto. "Renzi ha dato un messaggio al suo popolo e ha spiegato che la sinistra da ora in avanti vince se ha una politica, non se ha un nemico. E ha spiegato che con questo nemico, poichè non c'è altra strada, fa anche le riforme istituzionali assieme. E noi, che siamo nel reticolato del Partito popolare europeo, siamo così avvinti dal complesso di inferiorità verso Berlusconi che evocare il Ppe significa voler andare con Berlusconi". Il leader dell'Udc, non si accontenta poi di parlare degli altri, ma confessa ad alta voce la sua scelta, che per molti è sempre uguale a se stessa, perché strategica. "Davanti a questa legge elettorale e a Grillo al 25 percento coloro che si sono presentati in una lista di Centro hanno due strade: mettersi a capeggiare la rivolta dei piccoli contro questa riforma elettorale, oppure accettare di giocare sul terreno che ci designerà questa legge elettorale. Io ho scelto la seconda strada. Credo che la sfida sia quella di contrapporre i socialisti e i Popolari europei".  E forse è l'unico che ammette senza giri di parole che il MoVimento 5 Stelle in questo momento rappresenta per tutti quelli al di sotto del 20% il vero grande problema da risolvere se non "dissolvere"... Forse una manina gliela daranno con la riforma elettorale.
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