Il discorso del premier al Senato. Ecco perché i conti proprio non tornano e Renzi bleffa

25 febbraio 2014, intelligo
Il discorso del premier al Senato. Ecco perché i conti proprio non tornano e Renzi bleffa
di Gianfranco Librandi Renzi: “Porteremo immediatamente alla vostra attenzione una riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale con misure serie, irreversibili, non solo legate alla revisione della spesa, che porterà già nel semestre 2014 risultati immediati” … Il discorso al Senato di Matteo Renzi è stato seguito da milioni di speranzosi italiani, e questo non è tanto un dato ininfluente, chi è impotente spesso si attacca alla speranza per sopravvivere e cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno senza chiedersi troppo di cosa. Gli esperti di comunicazione che assistono il “nuovo che avanza” devono aver suggerito di spararle grosse ma grosse che di più non si può, è il solo modo per non essere attaccati, o ci si crede o non ci si crede, e solitamente chi non ha il talento di farsi due conti a mente ci cade con tutte le scarpe. I conti sono i seguenti: quarantacinque miliardi sono i debiti della pubblica amministrazione, trenta miliardi servono per sostenere i disoccupati a oggi per otto mesi prolungando a due anni e trenta miliardi sono necessari per il taglio a doppia cifra del cuneo fiscale.  Solo così siamo già a 105 miliardi, poi c’è l’investimento in edilizia scolastica … varie ed eventuali! Più volte la Cassa Depositi e Prestiti è stata chiamata a intervenire nel finanziamento di tutto questo. La Cassa Depositi e Prestiti, la cui attività è sottoposta al controllo di una particolare commissione parlamentare di vigilanza, nel 2003, in applicazione del D.L. 30 settembre 2003 n. 269 diviene società per azioni al cui capitale sociale partecipano 65 Fondazioni Bancarie assegnatarie di azioni pari al 30% dell’intero, mentre il residuale 70% è del Ministero dell'Economia; nel  2006, primo gennaio, incorpora la Infrastrutture s.p.a., del cui capitale sociale era sottoscrittrice fin dalla costituzione avvenuta nel 2002,  con lo scopo di sovvenzionare l’esecuzione d’infrastrutture e grandi opere pubbliche. Attualmente la Cassa depositi e Prestiti ha in custodia circa 100 miliardi in libretti postali e 110 in Buoni Fruttiferi Postali, ma la cosa più importante che non sa nessuno è che la raccolta fondi non è garantita dallo Stato!   Non c’è bisogno di un calcolatore sofisticato per capire che il programma economico dell’esecutivo Renzi eroderebbe la metà della raccolta che è proprietà degli Italiani piccoli risparmiatori, e che se dovessero chiedere un rimborso, magari per acquistare casa o ristrutturare (visto che deve ripartire l’economia) immediatamente mancherebbero i fondi per compiere il progetto economico e sarebbe come forare una ruota ad alta velocità! Se Renzi avesse tenuto, un discorso istituzionale non avrebbe potuto assumersi responsabilità diverse da quelle del precedente esecutivo, e allora ha dovuto bleffare! Sarebbe curioso conoscere chi lo permette, perché diversamente, sarebbe la conferma di una perniciosa incompetenza o di un totale svuotamento di poteri. Alla trasmissione Ballarò di ieri sera Abete a più riprese (invero avvilito dai partecipanti al dibattito) ha affermato che otto miliardi si possono ricavare senza distogliere denaro pubblico…  capiamo che Abete deve sostenere in nome e per conto di Confindustria il governo Renzi ma otto miliardi non sono 100 miliardi!!! Qualcuno mente sapendo di mentire...
autore / intelligo
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