Bruzzone: "Renzi? Ha penalizzato nostre eccellenze. Aggiusti il tiro sulle nomine. Serve ministro Pari Opportunità"

25 febbraio 2014 ore 17:14, Marta Moriconi
Bruzzone: 'Renzi? Ha penalizzato nostre eccellenze. Aggiusti il tiro sulle nomine. Serve ministro Pari Opportunità'
Con Roberta Bruzzone,
nota criminologa, IntelligoNews ha commentato le idee di Renzi in tema di giustizia, soprattutto penale. E la Bruzzone non si è tirata indietro dal dichiarare una certa perplessità sulla scelta del ministro Orlando: “Parlare di riforma della giustizia e farlo con un non tecnico diventa problematico. Con tutto il rispetto, abbiamo delle eccellenze assolute, speravo in una nomina più mirata”. Però rimane positiva: “Mi aspetto nel prossimo futuro che aggiusti il tiro”. Quanto al caso di Lucia, sfregiata dal compagno e nominata dal premier durante il suo discorso al Senato, oltre a commentarlo, fa un salto in avanti e chiede: “Siamo di nuovo senza un ministro delle Pari Opportunità. Renzi non dimentichi l’apporto dato da alcuni ministri anche in termini di impulso legislativo, si veda la legge sullo stalking”. Renzi e i suoi annunci sulla giustizia penale. Di cosa ha bisogno il Paese e cosa dovrebbe fare il premier nell’immediato? «La separazione tra organo inquirente e giudicante è la priorità. Poi si può discutere anche su come migliorare il sistema, creare delle corsie privilegiate per reati particolarmente ignobili ma molto diffusi, come quello che riguarda il maltrattamento delle donne». Ma il discorso, dal punto di vista tecnico, come le è sembrato? Troppo generico hanno commentato molti? «Parlare di riforma della giustizia e farlo con qualcuno che non è tecnico diventa problematico». Si riferisce alla scelta del ministro della Giustizia Orlando? «Sì, mi lascia abbastanza perplessa. Siamo il Paese che ha più avvocati rispetto ai Paesi dell’Unione Europea. Abbiamo delle eccellenze assolute, mi sarei aspettata una nomina più mirata. Non ho nulla contro Orlando, ma indubbiamente non è una persona cresciuta a pane e giustizia. C’erano molti altri possibili candidati, con tutto il rispetto, che avrebbero potuto dare un apporto migliore se non altro perché conoscono molto bene i meccanismi del sistema e avrebbero saputo quali migliorie apportare». Renzi ha fatto riferimento alla signora Lucia, sfregiata dall’acido. Conosce il caso? «Al momento la richiesta del Pm è stata di vent’anni. Ho visto chiedere di meno, e lo dico per esperienza personale, per degli omicidi. E’ chiaro che abbiamo a che fare con una situazione molto grave perché l’acidificazione è ignobile come gesto e avrà ripercussioni permanenti nella vita di questa donna, che ha dimostrato qualità straordinarie nell’elaborare la situazione. Per quello che è oggi il nostro codice penale il massimo della pena prevista poteva essere questo. Anzi, hanno considerato anche le aggravanti e in maniera corretta. Nel caso di Lucia Annibali non si poteva neanche fare altro in termini di prevenzione, è una vicenda particolare dove non c’erano segnali premonitori, il carnefice la stavo perseguitando, assillando certo, ma lo scenario non mostrava degli indicatori di escalation così evidenti. Non credo che ci sia da cambiare la legge per proteggere da questo tipo di situazioni. C’è da essere tempestivi nel prendere provvedimenti quando ci sono situazioni che riguardano fenomeni criminali afferenti alla sfera affettiva, quelli sono tutti da considerare a rischio di potenziale escalation». Il ministero competente a stimolare una normativa per questi casi era quello delle Pari Opportunità. Non c’è più con Renzi. «Infatti. Siamo di nuovo senza un ministro delle Pari Opportunità. Un ministero senza portafoglio non è un ministero che sarebbe costato chissà cosa, ma poteva essere un interlocutore importante. Non dimentichiamo l’apporto dato da alcuni ministri anche in termini di impulso legislativo, si veda la legge sullo stalking. Ritengo discutibile il fatto di continuare a non fornire un referente sotto questo profilo, per quanto riguarda queste problematiche che nel nostro Paese continuano ad essere drammatiche. Individuare un ministro poteva rappresentare un segnale. Credo che siamo lontani dal considerarci sulla strada giusta». In un futuro magari Renzi si riserverà nomine più tecniche e legate alla competenza? «Penso di sì, ascoltando quello che dice sembrerebbe che quello sia il percorso, mi pare di capire che più volte ha fatto riferimento alla necessità di utilizzare risorse, eccellenze, che il Paese è in grado di fornire. Mi aspetto nel prossimo futuro che aggiusti il tiro da questo punto di vista e un irrobustimento della componente tecnico-competente…». E più donne ancora, magari? «Soprattutto. Abbiamo un Cdm composto dal 50% di donne. Va bene, ma abbiamo bisogno di avere maggiori spazi, soprattutto dal punto di vista operativo».  
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