Con Project Tango la realtà virtuale entra nel museo e nelle auto: un occhio agli interni

25 febbraio 2016 ore 10:54, Lucia Bigozzi
In embrione, ma c’è. E l’obiettivo è rivoluzionario: alla fine dell’evoluzione del progetto il risultato è che si potrà “viaggiare” osservando l’ambiente che ci circonda come se avessimo davanti uno schermo, una sorta di pannello capace di mischiare, sovrapporre, le immagini della realtà con elementi virtuali. Insomma, un altro mondo nel mondo. E’ grazie alla tecnologia di Google che i ricercatori stanno lavorando alla novità che muove da un dispositivo mobile dal quale cominciare l’esplorazione nello spazio e nel tempo di due dimensioni che diventano una. Lo schermo dei dispositivi Android sarà lo strumento col quale intraprendere il viaggio, sicuramente suggestivo. Anche se, viene da domandarsi, se tutta questa sovrapposizione tra virtuale e reale alla fine non sia un modo per estraniarsi dalla vita e dunque dalle responsabilità o dalle relazioni umane, sempre più veloci e rarefatte. Il tutto ha un nome: si chiama Project Tango ed è stato possibile vederlo nella sua forma embrionale in due applicazioni molto diverse tra loro che mixano tutta una serie di informazioni ad altissima tecnologia: dal software che elabora le immagini, al Gps che localizza, agli effetti tridimensionali (3D). Un caleidoscopio di sensazioni e visioni, raccontato per demo. Facile comprendere come alla fine del percorso tutto possa rientrare nelle potenzialità del sistema: dal museo, alle automobili alla strada, ai viaggi. Restando nel campo dell’arte, c’è da segnalare la joint venture tra Google e l’azienda produttrice di elementi video e multimediali Lenovo proprio su Project Tango che recentemente è stata ufficializzata a Las Vegas: da questo connubio nascerà uno smartphone che dovrebbe essere disponibile entro l’anno. 

Con Project Tango la realtà virtuale entra nel museo e nelle auto: un occhio agli interni
Ma una proiezione di quello che sarà reale entro la fine del 2016 si può già “gustare” al Museu Nacional d'Art de Catalunya di Barcellona  dove (come riporta il Sole24Ore che ha provato in presa diretta la novità), le due aziende hanno promosso un tout specialissimo tutto incentrato sull’uso del tablet dotato della nuova tecnologia. Ma come funziona: secondo il reportage del Sole24Ore, il dispositivo riconosce l’ambiente, e focalizza le prime informazioni sulla posizione in cui siamo; dopodichè comincia a fornire una serie di informazioni che consentono di entrare in una dimensione spazio-tempo “alternativa” della realtà circostante dalla quale però trae elementi reali, come in questo caso le opere d’arte. In pratica, è come entrare in un quadro dal telefonino o dal tablet. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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