Detenuto morto in carcere a Lucca, Sappe lancia l’allarme “un suicidio ogni dieci giorni"

25 febbraio 2016 ore 11:07, Luca Lippi
Solo l’ultimo caso quello del decesso in cella di un detenuto, recluso nel carcere di Lucca per “reati comuni”. La sua morte è stata causata da una bomboletta di gas come quelle da campeggio, attraverso inalazione a dispositivo aperto. Ora è ancora presto per parlare di suicidio o incidente, tuttavia è piuttosto complicato credere che il detenuto abbia perso la vita per saturazione dell’aria (non è possibile data la quantità insufficiente di gas nella bomboletta anche in condizione di carica completa). Probabilmente il detenuto ha usato il gas della bomboletta per “sballarsi” e fatalità, è sopravvenuto il decesso.

Detenuto morto in carcere a Lucca, Sappe lancia l’allarme “un suicidio ogni dieci giorni'
Non è il primo caso di decesso in cella di un detenuto, ogni dieci giorni un detenuto si uccide nelle carceri italiane. Aggressioni, risse, rivolte, e incendi sono all’ordine del giorno, non se ne parla mai.  
Donato Capece segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria dichiara: “da quando sono stati introdotti in carcere la vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono duplicati eventi critici in carcere. Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le dieci ore il giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non fare nulla. Ed è grave che sia aumentato il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Solamente in questi ultimi dieci giorni si sono infatti contati diversi suicidi a Verona, Porto Azzurro Bologna, l’incendio di una cella a ancona, e poi evasioni, risse ed altro”. Sempre il segretario generale dei baschi azzurri invoca l’intervento del Ministro della Giustizia Orlando sul fatto che mancano all’appello almeno 8mila agenti di polizia penitenziaria, ma purtroppo questo è impossibile per motivi di bilancio giacché la legge di stabilità ha bocciato l’emendamento che prevedeva l’assunzione di nuovi agenti e mettere a formazione gli agenti non vincitori dei concorsi precedenti. Oltretutto sempre Capece mette in guardia il Ministro circa la vigilanza dinamica e il regime carcerario aperto che non sono complementari al principio di rieducazione dei detenuti se non opportunamente impegnati in attività.
Riguardo il caso del decesso nel carcere di Lucca, Donato Capece dichiara: “L’uomo è morto all’interno della sua cella inalando il gas della bomboletta che legittimamente i detenuti posseggono per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande. Non è ancora chiaro se si tratta di suicidio o le conseguenze di uno sballo finito male, gli accertamenti sono in corso. Certo, la morte del detenuto di Lucca riporta drammaticamente d’attualità la grave situazione penitenziaria. E il fatto che sia morto inalando il gas dalla bomboletta che tutti i reclusi legittimamente detengono per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande, come prevede il regolamento penitenziario, deve fare seriamente riflettere sulle modalità di utilizzo e di possesso di questi oggetti nelle celle".
Ogni detenuto, sottolinea il sindacalista, "può disporre di queste bombolette di gas, che però spesso servono o come oggetto atto ad offendere contro i poliziotti, come sballo inalandone il gas o come veicolo suicidario. Già da tempo il Sappe ha sollecitato i vertici del Dap per rivedere il regolamento penitenziario, al fine di organizzare diversamente l’uso e il possesso delle bombolette di gas".

autore / Luca Lippi
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