I conti Sala-ti, modello Expo in rosso

25 febbraio 2016 ore 14:35, Luca Lippi
Ci siamo? Chi può dirlo, tuttavia dopo la marea di polemiche e le aspettative disattese cominciano ad arrivare i dati ufficiali, e questi contano, assai più di quello che mesi fa noi stessi scrivemmo in relazione all’evento, e tutta la questione del camouflage ecc.
I conti preliminari per Expo sono che il bilancio del 2015 chiude con una perdita di 32,6 milioni di euro, dopo aver realizzato ricavi per 736,1 milioni di euro e sostenuto costi gestionali per 721,2 milioni di euro, a cui si aggiungono altre voci negative rappresentate principalmente dagli ammortamenti gestionali (-47,6 milioni) e dagli accantonamenti al fondo rischi (-12,8 milioni). I risultati rappresentano il “pre-consutivo 2015” e sono contenuti in un documento allegato al verbale dell’assemblea che, lo scorso 9 febbraio, ha disposto lo scioglimento e la messa in liquidazione della società, nominando il collegio dei liquidatori (Elena Vasco, Domenico Aiello, Michele Saponara, Alberto Grando e Maria Martoccia), fissando un termine di 90 giorni per la predisposizione del progetto di liquidazione e stabilendo un compenso complessivo annuo di 150 mila euro per i liquidatori. 

I conti Sala-ti, modello Expo in rosso
Nella relazione per l’assemblea si legge che la società “prevede di chiudere l’esercizio 2015 con un patrimonio netto positivo di 14,2 milioni di euro” e che “il risultato appare rilevante in quanto le previsioni economiche miravano al complessivo pareggio di bilancio alla data di conclusione dell’evento” (fonte Ansa).
Per la prima volta non sono le inchieste giornalistiche ad evidenziare i problemi economici su Expo ma è la stessa società. 
Il quadro complessivo dei conti del grande evento è ancora lontano, la certezza è che le casse di Expo S.p.A. sono vuote ma nei prossimi mesi sono altri i costi che dovrà affrontare.
Secondo i calcoli del Consiglio di Amministrazione guidato da Sala, prima delle sue dimissioni per dedicarsi alla campagna elettorale per diventare Sindaco di Milano, da febbraio la società ha esaurito la liquidità, ma non le spese. 
La stima del consiglio d’amministrazione è che entro il mese di marzo si arrivi ad accumulare perdite superiori a un terzo del suo capitale.
I conti finali di Expo 2015 sono legati a stretto giro anche al futuro di AreaExpo, l’area dove si è svolta l’esposizione.
Se ancora non si può certificare il debito che Expo avrebbe creato, per la prima volta in tanti mesi si parla apertamente di “rosso” nella società e di una tendenza all’accrescimento di questo dato. Sicuramente parziale ma che inizia a far intravedere una realtà diversa dal tanto decantato “successo” economico dell’evento.

Solo per dare un termine di paragone di come sono stati gestiti i numeri della “manifestazione delle manifestazioni” del 2015, spolveriamo la memoria con una sintesi della cronaca che spesso passa nel dimenticatoio ma che sempre più è utile per capire le conclusioni. Quello che si è accumulato nelle cronache della stampa durante e precedentemente alla manifestazione in sintesi è quanto segue: 
-Terreni agricoli pagati 7 volte il loro valore di mercato 
-Subappalti impugnati e al vaglio della Magistratura
-Commissariamenti di imprese
-Ritardi causati dall’inefficienza recuperati ricoprendo di denaro pubblico le imprese, per pagare turni notturni e straordinari;
-Biglietti Expo abbinati alla tessera del PD 
-Affidamento dell’intera ristorazione a Eataly: ottomila metri quadrati, 20 ristoranti e circa 2,2 milioni di pasti da distribuire, senza gara e a condizioni da amico (ben il 95% dei ricavi restano a Farinetti);
-Almeno 1.000 ettari di terreni agricoli cementificati per sempre
-La scarsa trasparenza dell’organizzazione Expo: il bilancio consuntivo 2014 non è consultabile online (“file corrotto”, ovviamente il formato è incompatibile con quello di un normale PC) 

Poi c’è la retorica che poco si sposa con i numeri che non possono mentire, Sala celebra il successo dei 21.5 milioni di biglietti (quanti omaggio, non è dato sapere) e afferma: “21,5 milioni visitatori totali, abbiamo conquistato il mondo”. Peccato che lo stesso Sala qualche mese prima avesse dichiarato: “Per il pareggio di bilancio bisogna vendere 24 milioni di biglietti”. E sempre Sala ha detto: “Le spese di gestione di una macchina come Expo ammontano a 800 milioni di euro. Dagli sponsor abbiamo ottenuto 300 milioni: per raggiungere il pareggio di bilancio è necessario vendere 24 milioni di biglietti”.
Ecco i numeri veri (fonte Expo).
-Biglietti venduti: 21.5 milioni
-Ricavo medio per biglietto: 19 euro
-Ricavo totale biglietti: circa 410 milioni
Siamo ben lontani dai 500 milioni auspicati da Sala.

Per "costi" Sala intende solo quelli della macchina organizzativa, ovvero della società Expo 2015. I costi reali dell’Expo sopportati dal contribuente italiano, terreni acquisiti da Arexpo, infrastrutture logistiche e padiglioni, sono stimati dall’economista Perotti, oggi commissario alla spending review, in 14 miliardi di euro.
Con un calcolo “a spanne” per coprire i 14 miliardi Expo avrebbe dovuto vendere 360 milioni di biglietti a 39 euro. 
Per il resto, seguiamo la vicenda per fare sempre maggiore chiarezza come abbiamo sempre fatto.

autore / Luca Lippi
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