Bologna, Panebianco "guerrafondaio"? Parte la solidarietà online e anche la scorta

25 febbraio 2016 ore 16:57, Lucia Bigozzi
Misure di sicurezza per proteggere Angelo Panebianco. Nessun dettaglio ma l’ufficialità dell’iniziativa fa seguito alla riunione del Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica che a Bologna ha esaminato il caso del docente universitario nonché editorialista de Il Corriere della Sera finito nel mirino delle contestazioni di esponenti dei collettivi universitari, al punto da essere interrotto mentre faceva lezione in Facoltà. Tra le accuse urlate contro di lui c'è anche quella, reiterata, di "guerrafondaio". Un caso sul quale si è molto discusso proprio per il livello di violenza verbale che simili iniziative hanno assunto, al punto da essere organizzate per impedire lo svolgimento della lezione, come accaduto nel caso specifico. E che la tensione sia alle stelle lo testimonia il fatto che a tutela del docente universitario le autorità preposte all’ordine pubblico abbiano stabilito una serie di azioni a tutela della sua persona. Il tutto per quanto riguarda l’attività accademica del “prof”, lezioni comprese, ma anche in vista dell’inaugurazione dell’anno accademico in calendario lunedì prossimo. Intanto attorno a Panebianco scatta una solidarietà, per una volta trasversale che comprende ogni estrazione politica e sociale. Come nel caso dell’appello lanciato online dall’Università di Bologna (sul sito dell’Ateneo) per manifestare solidarietà a Panebianco e stigmatizzare i due episodi che si sono tradotti nell’interruzione delle sue lezioni. Tra l’altro, i manifestanti più aggressivi verbalmente, sono già stati identificati dalle forze dell’ordine. 

Bologna, Panebianco 'guerrafondaio'? Parte la solidarietà online e anche la scorta
Tornando all’appello, si tratta di un manifesto promosso e sottoscritto da 73 esponenti del mondo accademico e culturale della città e tra questi, il rettore dell’Ateneo Fabio Giusberti. Un appello che in due giorni ha raccolto oltre seicento adesioni e nel quale si sottolineano i fatti e il profilo del professore: “Lunedì 22 febbraio il professor Angelo Panebianco è stato interrotto e offeso, mentre inaugurava il suo insegnamento, da un gruppo di giovani estranei alla lezione che sono poi dovuti uscire per la reazione unanime e determinata degli studenti. La stessa cosa si è ripetuta anche il giorno 23 febbraio con modalità ancora più aggressive”. Nel manifesto c’è un passaggio significativo nei quali i firmatari sottolineano la necessità di ringraziare il politologo per la sua attività, oltre a ribadire che “ogni intimidazione nei suoi confronti rappresenta una ferita inaccettabile per chiunque difenda il valore fondamentale della libertà, fondamento dell’idea stessa di Università”. Tra le tante dichiarazioni di solidarietà, il primo a far sentire la propria voce di condanna per quanto accaduto, è stato Romano Prodi. 

Nel frattempo, il rettore dell’Ateneo ha confermato che l’inaugurazione dell’anno accademico e le lezioni calendarizzate si svolgeranno regolarmente. Non solo ma annuncia “i provvedimenti disciplinari necessari” nei confronti dei responsabili dopo la loro identificazione. Il regolamento dell’Ateneo, fissa come massima punizione la sospensione di un anno ma sarà il Senato accademico a doversi occupare della pratica. Al vaglio anche l’ipotesi di una querela nei confronti dei manifestanti che si sono scagliati contro il professore durante le due lezioni sospese e poi riprese in altre aule della Facoltà. Per il momento, Panebianco, finisce sotto protezione. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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