Roma, Raggi di luce a 5S: si grillizza sul Pd e fa la "democristiana" sugli stadi

25 febbraio 2016 ore 16:36, Lucia Bigozzi
Da addetta “alle file” nello studio di Previti a candidata 5Stelle al Campidoglio. Virginia Raggi si presenta ai giornalisti nella sede della Stampa estera e declina subito il suo curriculum e la sua storia prima di iniziare l’avventura in politica. “Ho svolto la pratica forense presso lo studio Previti tredici anni fa. Sono uscita dall’università a circa 24-25 anni e ho fatto la pratica con il mio professore, che all'epoca lavorava con lo studio Previti.  Facevo per lui il giro forense, la specializzata alle file, come diciamo noi. Quando ho finito la mia pratica me ne sono andata”. Così, tanto per sgomberare il campo. Poi passa subito agli ingredienti del “piatto forte” elettorale. E giù accuse a destra e manca: “La città è stata stuprata per anni da una politica i cui interessi non erano quelli dei cittadini”. La proposta e il motivo per cui i romani dovrebbero preferirla agli avversari politici stanno in tre titoletti: mobilità, trasparenza e rifiuti. “Quello che noi faremo, lo faremo per tutti i romani, non per gli elettori del Movimento 5Stelle”. E fin qui … Ma è sul capitolo Imu ed enti ecclesiastici che la Raggi lancia il suo affondo quando dice che “il Comune di Roma ha 400 milioni di costi e servizi non dovuti alla Città del Vaticano, non previsti dai Patti Lateranensi e dal successivo accordo degli anni ‘80, che ogni anno non si incassano”. 

Roma, Raggi di luce a 5S: si grillizza sul Pd e fa la 'democristiana' sugli stadi
Di qui il collegamento – seppure indiretto - al fatto che in caso di vittoria lei “si impegnerebbe a recuperarli” e con quella cifra potrebbe garantire la riqualificazione delle scuole che necessitano di interventi: dalla messa in sicurezza, alla ristrutturazione, alla manutenzione. Un passaggio del suo intervento lo riserva a chi dal Campidoglio è appena uscito (o fatto uscire, vedi Pd), cioè Ignazio Marino che secondo la Raggi ha fatto “flop” proprio perché legato al partito di Renzi. “Marino aveva dichiarato di voler combattere un sistema ma di fatto era legato mani e piedi a un partito, il Pd, che con quel sistema di corruzione era sceso a patti”. Dalla politica vecchio stile, l’anticasta Raggi torna poi ad occuparsi delle cose da fare per la Capitale e sulla questione, annosa dello stadio ha osservato: “Siamo favorevoli a uno stadio sia della Roma sia della Lazio ma non siamo favorevoli alle speculazioni edilizie. Il progetto dello stadio della Roma era una speculazione edilizia e quindi cercheremo il modo di fare lo stadio senza speculazioni edilizie”. Avrà convinto? Per saperne di più bisognerà vederla all’opera, a cominciare dalla campagna elettorale. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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