Unioni Civili, dopo le piazze arcobaleno perché si parla di Boldrini e Italo?

25 gennaio 2016 ore 8:46, Andrea De Angelis
Qualcuno penserà di essersi perso qualche passaggio. In piazza vanno un milione di persone (secondo gli organizzatori, meno facendo il solito, rapido calcolo matematico degli spazi e dei relativi massimi di persone possibili) e sui giornali e specialmente sui social il giorno dopo si parla anche o soprattutto della Presidente Laura Boldrini e dei treni di Italo

Il dibattito sulle Unioni Civili è al centro dell'agenda politica della settimana, questo è noto. Così come è conosciuta la divisione all'interno del Paese tra chi sposa quanto contenuto nel ddl Cirinnà e chi invece vi si oppone con fermezza. Al centro delle polemiche soprattutto la stepchild adoption e la maternità surrogata o utero in affitto che dir si voglia (la sostanza non cambia). Ma anche alcune discese in campo da parte di politici più o meno noti e delle istituzioni. Così il giorno prima il tormentone è stato sul Pirellone, con la sede della Regione Lombardia illuminata da luci con la scritta "Family Day". Un modo chiaro per sostenere la manifestazione che si terrà a Roma sabato prossimo, 30 gennaio. 
Unioni Civili, dopo le piazze arcobaleno perché si parla di Boldrini e Italo?
Il giorno dopo le piazze arcobaleno, invece, a tenere banco sono da un lato le parole di Laura Boldrini e dall'altro le scelte di Italo relative proprio all'evento di sabato prossimo. Andiamo con ordine: cosa ha detto la terza carica dello Stato?  "Le piazze - ha detto a Corriere.it - ci hanno detto che il nostro Paese si aspetta una legge perché siamo gli ultimi in Europa a non averla. Sui parlamentari c'è ancor più responsabilità per fare un percorso che porti ad una legge che non deluda le aspettative". Fin qui nulla di eclatante, ma è sulla stepchild adoption che la Boldrini è intervenuta con decisione. Ella ritiene infatti che quando "il partner muore e il figlio rimane solo" l'altro partner "abbia il dovere di occuparsi di questo figlio e allora mi sembra naturale che questo dovere si traduca anche in un diritto. Sarebbe grave il contrario, se il partner si disinteressasse di questo figlio e lo lasciasse al proprio destino. E allora se è un dovere morale, perché non deve anche essere un diritto?", ha concluso. A rispondergli, tra i più polemici, il forzista Gasparri e il leghista Fedriga, che tirano in ballo rispettivamente Grasso e Mattarella. 
A rispondere seppur in modo indiretto è stato anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano il quale, in un'intervista all'Huffington Post, ha spiegato che non sarà in piazza sabato prossimo per il ruolo che ricopre, ma che con la mente e con il cuore parteciperà al Family Day.

Restando proprio all'attesa per la piazza del 30 gennaio arriviamo ad Italo. Alcuni giornali e pagine Facebook legati ad ambienti cattolici hanno pubblicizzato il fatto che Trenitalia e Italo abbiano attivato alcuni sconti per chi andrà a Roma il 30 gennaio 2016. La notizia è apparsa sia sulla pagina Facebook dell’associazione Comitato “Difendiamo i nostri figli”, sia sul sito del magazine Tempi, vicino a Comunione e Liberazione. Mentre Trenitalia ha smentito di avere promozioni legate al Family Day, su Italo è possibile prenotare un biglietto verso Roma a prezzo scontato, inserendo un codice apposito (“FAMILY30?). Sul web divampa la polemica, con l'azienda che ha prontamente specificato come non si tratti di una scelta ideologica o di appartenenza, ma di un tipo di promozione che attiva nel caso di manifestazioni ed eventi.
Trenitalia invece ha smentito da un proprio account ufficiale che esistano promozioni legate al Family Day.


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