Bastone e coltello uccidono madre e figlio: Pescara sotto choc. Lite per droga?

25 gennaio 2016 ore 10:57, Lucia Bigozzi
Vittime e killer si conoscevano. Futili motivi, è la definizione che gli investigatori usano per ragionare sulla tragedia che ha sconvolto Pescara. Un ucraino di 26 anni ha ucciso un 23enne polacco e sua madre, 54 anni. Forse la donna è stata colpita a morte nel tentativo di difendere il figlio da quella che secondo le ricostruzioni finora avanzate dagli inquirenti pare essere stata una violenta lite, poi degenerata. E sono proprio gli uomini che stanno seguendo il caso a ipotizzare che la lite potrebbe essere scaturita, forse, da questioni legate alla droga. Il giovane ucraino, avrebbe sulle spalle una serie di precedenti per furto e estorsione. Dopo il duplice delitto avvenuto nell’abitazione delle vittime, il giovane è stato catturato poco distante dalla casa mentre cercava di nascondersi. Dai primi accertamenti, risulta che il 26enne avrebbe ucciso il polacco con un’arma da taglio mentre la madre sarebbe stata colpita a bastonate. A dare l’allarme, nel pomeriggio di ieri poco dopo le 16, è stata una donna che ha notato sangue lungo le scale della palazzina dove vivevano madre e figli. La donna ha chiamato i soccorsi ma quando gli uomini del 118 sono arrivati sul posto, si sono trovati davanti una scena terrificante: il giovane polacco era in camera da letto con il corpo riverso in un lago di sangue, mentre la madre stava a terra nella zona dell’ingresso dell’abitazione. Sul corpo della 54enne i soccorritori hanno rinvenuto varie ferite sul volto e secondo le risultanze dei primi rilievi del medico legale, avrebbe avuto il cranio sfondato ma era ancora viva. Purtroppo, è morta pochi istanti dopo l’intervento dei medici del 118.  Sul caso stanno indagando polizia e carabinieri: stando ai dettagli che in queste ore emergono relativamente alla ricostruzione della dinamica, la donna rientrando a casa avrebbe trovato i due giovani già impegnati nella lite. A quel punto avrebbe cercato di prendere le difese del figlio ma il 26enne ucraino ha reagito mettendo in atto il massacro. Quindi la fuga, ma è stato tradito dalle tracce di sangue lasciate sulle scale della palazzina. Gli investigatori hanno immediatamente “sigillato” il quartiere riuscendo così a catturare il giovane che cercava di nascondersi in uno scantinato del condominio vicino a quello dove è accaduta la tragedia. 

Bastone e coltello uccidono madre e figlio: Pescara sotto choc. Lite per droga?
Nello stesso locale sono state rinvenute numerose tracce di sangue: il giovane era ferito a una mano, probabilmente durante la colluttazione con il 23enne polacco. Ma non è finita qui: poco distante, gli inquirenti hanno rivenuto un bastone insanguinato, alcuni indumenti e una siringa con laccio emostatico. Secondo polizia e carabinieri l’ucraino avrebbe abbandonato tutto mentre tentava di mettersi in salvo. Dopo la cattura, il giovane ha confessato il duplice omicidio ma agli inquirenti ha detto di non aver avuto intenzione di uccidere: “Abbiamo litigato, sono stato aggredito con la mazza e il coltello e mi sono difeso”, sarebbero stato le sue parole rivolte al pubblico ministero.  Un delitto efferato, una lunga scia di sangue che in questo inizio d’anno ha già macchiato diverse città italiane. Colpisce nella sequela degli atti di violenza, la crudeltà con cui i killer si accaniscono sulle vittime. Non ultimo, il caso della donna residente in provincia di Brescia, massacrata a botte dal convivente. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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