Unioni civili, Adinolfi: “Alfano ha in mano “l’arma”. Gli chiederemo di usarla”

25 gennaio 2016 ore 11:51, Andrea Barcariol
Settimana di fuoco sul tema delle unioni civili. Dalla manifestazione Svegliati Italia di sabato scorso al Family Day del 30 gennaio. In mezzo, giovedì prossimo, l’inizio della discussione in Parlamento del ddl Cirinnà. Una legge “brutta e anticostituzionale” secondo il giornalista Mario Adinolfi che, intervistato da IntelligoNews, sottolinea il differente atteggiamento dei media verso chi è a favore o è contro al ddl Cirinnà.

E’ scoppiata la polemica per gli sconti fatti da Italo per coloro che vogliono partecipare al Family Day. Cosa ne pensa?

«Il loro mestiere è quello di trasportare le persone, ci sono migliaia di famiglie che si muovono e vengono studiate politiche di marketing adeguate. Questo dimostra che ormai tutto è strumentale, ideologico e anche un logico sconto diventa oggetto per discriminare le famiglie. Si fanno sconti per qualsiasi gruppo si muova, ma per le famiglie non va bene».

La Boldrini in riferimento alla stepchild adoption ha parlato di un “dovere morale”. Come giudica questa presa di posizione?

«Si fa polemica su Italo che fa una politica commerciale assolutamente logica e comprensibile ma non leggo editoriali, commenti e indignazione per lo stravolgimento del ruolo istituzionale da parte di una donna che evidentemente non sa che sta facendo il presidente della Camera. Sta per iniziare un duro confronto tra due parti politiche in Parlamento e l’arbitro si è già schierato apertamente. Ormai sappiamo che Laura Boldrini non ha nessun rispetto per il suo ruolo istituzionale è grave però che non ci sia nessuna reazione indignata da parte di chi ci vuole sempre insegnare le regole della democrazia».

Unioni civili, Adinolfi: “Alfano ha in mano “l’arma”. Gli chiederemo di usarla”
A proposito di Istituzioni non crede che sia stata inopportuna la scritta “Family Day” apparsa sul Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia?


«Nello stesso giorno il Comune di Napoli ha speso i soldi dei contribuenti per illuminare di colori arcobaleno piazza del Plebiscito, con un messaggio identico e anche in questo caso non c’è stata nessuna indignazione, anzi l’esaltazione da parte di Roberto Saviano. E’ tutto costruito in maniera ideologica, se sei a favore del Family Day sei esecrabile, se sei dall’altra parte diventi un campione di libertà. E’ grave che non ci sia una sottolineatura del grado di disinformazione in cui siamo costretti nel nostro Paese. Siamo al capovolgimento del reale, si analizza tutto con una schema: ciò che a favore del Family Day è cattivo, ciò che a favore delle piazze lgbt è buono. Davanti a tutto questo non ci si può che ribellare».

Orfini ha auspicato la rinuncia al voto segreto. E’ d’accordo?

«Orfini conta poco, quindi commentarlo è persino inutile».

 Alfano non andrà in piazza in quanto ministro, ma dice che ci sarà “con la mente e il cuore”. E’ sufficiente?

«A me va bene che sia con la mente e il cuore con la piazza, sappia che la piazza gli chiederà, in caso dovessero insistere con questa vergognosa legge contro i bambini e la famiglia, di aprire immediatamente una crisi di governo e li dovrà testimoniare se la mente e il cuore sono allineati sulla verità o sono solo dediti alle proprie convenienze. Non mi agita il fatto che il ministro dell’Interno scelga di non venire in piazza, anzi a livello istituzionale può essere anche un gesto corretto, a differenza di quello scorretto della Boldrini, ma dal punto di visto politico mi aspetta che una legge che legittimerebbe “un orrendo mercimonio” (parole usate da Alfano ndr) sulla figura dei figli sia ostacolata con tutte le forze di cui dispone. Visto che la presenza di Alfano nel governo è determinante e potrebbe far saltare il disegno di Renzi lui ha in mano “l’arma” per chiudere definitivamente il discorso di fronte a questo brutto e anticostituzionale ddl Cirinnà».
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