Rohani (finalmente) a Roma, lotta all'Isis e petrolio i temi in agenda: 17miliardi in ballo

25 gennaio 2016 ore 11:21, Americo Mascarucci
Il presidente iraniano Hassan Rohani è in visita in Italia.
Una visita che in realtà si sarebbe dovuta svolgere nel mese di novembre ma che fu annullata e rinviata dal presidente iraniano dopo gli attentati di Parigi.
Il volo speciale, un A321, con a bordo Rohani è atterrato alle 10.30 all'aeroporto militare di Ciampino. Il presidente della Repubblica Islamica Rohani sarà ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il quale pranzerà. Alle 19 è in programma l'incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. 
Domani in agenda, tra l'altro, gli incontri con i Presidenti del Senato e della Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, mentre alle 11 è previsto l'incontro, in Vaticano con Papa Francesco. 
Una visita certamente importante dal momento che va a rafforzare i rapporti fra Italia e Iran con la possibilità di nuovi accordi commerciali nell'ordine dei 17 miliardi fra Roma e Teheran. Ma soprattutto l'Italia è oggi in prima linea nella politica di riavvicinamento fra Iran e Usa resa possibile proprio dall'elezione di Rohani, espressione del partito moderato iraniano.
Tuttavia non mancano le polemiche perché, nonostante il presidente iraniano in politica estera abbia accettato di riaprire i negoziati con l'Occidente sul programma nucleare iraniano, in politica interna nessuna innovazione sarebbe stata realmente introdotta sul piano dei diritti civili. A Teheran infatti resta in vigore la pena di morte e continuano ad essere torturati ed uccisi gli oppositori politici, le donne adultere, gli omosessuali e gli apostati, cioè chi professa una religione diversa dall'Islam. Va detto tuttavia che l'Iran oggi è un importante interlocutore politico in Medio Oriente per la lotta al terrorismo islamico e il suo contributo nella guerra all'Isis può rivelarsi determinante. Ma c'è chi in queste ore ha invitato il Premier Renzi a non limitare il confronto fra Italia ed Iran unicamente alla lotta all'Isis e alla possibilità di nuovi, proficui scambi commerciali, ma di insistere anche sul tema del riconoscimento dei diritti civili.
Rohani (finalmente) a Roma, lotta all'Isis e petrolio i temi in agenda: 17miliardi in ballo
Ma non si può tuttavia dimenticare come, pur essendo Rohani la massima autorità politica iraniana, per ciò che riguarda le questioni più prettamente religiose resta pressoché predominante l'autorità della guida suprema Alì Khamenei espressione del clero sciita e leader dell'ala conservatrice iraniana contraria a politiche riformiste. 
Rohani non vuole trovarsi nelle stesse condizioni in cui si è trovato l'ex presidente Kathami alla fine costretto a soccombere nel braccio di ferro con la guida suprema, procedendo dunque sul piano delle riforme a piccoli passi e senza spaccare più di tanto l'opinione pubblica iraniana. Un passo alla volta dunque, senza forzature. 
Oltre agli incontri bilaterali, gli appuntamenti clou della visita di Rohani saranno quelli in cui si discuteranno i temi a cui il governo italiano tiene di più. Petrolio, energia, infrastrutture, auto, banche: spetterà al ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, nei suoi incontri con il ministro dell'Energia Bijan Namdar Zanganeh e quello dell'Industria Mohammad Reza Nematzadeh, riprendere il filo del discorso avviato ad agosto e poi a novembre a Teheran. Mentre l'incontro alla Farnesina tra il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il suo collega Mohammad Javad Zarif sarà l'occasione per fare una panoramica sulle crisi internazionali, dalla Siria alla lotta all'Isis, due fronti sui quali Roma ha premuto e continua a insistere sulla necessità di un coinvolgimento sempre maggiore dell'Iran di Rohani. 
Poi ovviamente non mancherà un passaggio sui rapporti sempre più tesi fra Iran ed Israele. L'Italia infatti vorrebbe favorire anche il disgelo fra i due paesi, ma qui davvero servirebbe un miracolo. 
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