Giù il fatturato su gli ordini: cosa sta succedendo all'industria

25 gennaio 2016 ore 11:38, Luca Lippi
L'Istat comunica che gli ordinativi all'industria sono aumentati in Italia a novembre dell’1,6%. Gli ordinativi interni sono cresciuti del 4,4% e quelli esteri del 2,5%. Su base annua gli ordinativi sono aumentati a novembre del 12,1%. L'Istat sottoline che l'incremento maggiore si è registrato nella fabbricazione di prodotti di elettronica (+157,1%, attribuibile a rilevanti commesse nella fabbricazione di strumenti di misurazione e navigazione), mentre una flessione si è osservata nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (-4,0%). Il fatturato dell'industria è calato a novembre dell’1,1%, con identiche variazioni sul mercato interno e su quello estero. Rispetto al novembre 2014 il fatturato è aumentato dello 0,8%, con incrementi dello 0,5% sul mercato interno e dell'1,1% su quello estero. Il dato positivo però nasconde un dato assai negativo che però è reso noto da Eurostat ed è quello della produzione industriale. Questo determina il chiaroscuro della rilevazione Istat.

Giù il fatturato su gli ordini: cosa sta succedendo all'industria
Dobbiamo dire che in regime di analisi di bilancio è più utile parlare di fatturato che corrisponde ai ricavi dell’azienda, poi però la produzione industriale può indicarci chiaramente la visone prospettica dell’andamento futuro anche del fatturato e priettandolo su una più ampia visione dei dati macro anche sul mercato del lavoro. 
Dal 2010 al 2014, la produzione industriale è calata a picco: in quattro anni si è registrato un -8,7%. A dirlo è un rapporto Eurostat dal quale emerge che la performance italiana è tra le peggiori in assoluto d’Europa. Dalle tabelle Eurostat emerge che, rispetto all’anno di riferimento 2010, per 10 paesi della zona euro la produzione industriale ha registrano una riduzione, mentre per gli altri 8 c’è stato un miglioramento; la media Ue registra un aumento di 1 punto percentuale. In Italia dopo un avvio positivo (nel 2011 la produzione ha registrato un incremento di 1,2 punti), è iniziata una discesa inarrestabile: -6,4 punti nel 2012, -3 punti nel 2013 e -0,5 punti nel 2014. I dati del 2015 non sono ancora disponibili, ma per quanto possano essere positivi il gap da recuperare è troppo ampio per mettersi al passo col resto della Ue.
Il crollo maggiore si è registrano nel settore dell’energia, con una riduzione della produzione, dal 2010 al 2014, di ben 14,6 punti. Nello stesso periodo la produzione industriale nel settore dei beni intermedi è diminuita di 9,9 punti, quella dei beni di consumo di 9,4 punti e quella dei beni strumentali di 6,7 punti. Nell’euro zona l’unico settore in cui la produzione del 2014 è inferiore rispetto a quella del 2010 è l’energia (-10,4 punti); in leggero calo la produzione di beni intermedi (-0,3 punti). Mentre registra un leggero aumento il settore dei beni di consumo (+0,5 punti), e buoni risultati ottiene il settore dei beni strumentali (+8,5 punti).

autore / Luca Lippi
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