Unioni civili, Fioroni (Pd): "Orfini, voto segreto è indifferente se libertà coscienza viene rispettata"

25 gennaio 2016 ore 11:59, Lucia Bigozzi
“Per me è indifferente che ci sia o meno il voto segreto se la libertà di coscienza è vera e viene rispettata. Altrimenti, diventa un sotterfugio per stravolgerla con l’opportunismo dei pusillanimi”. Opzione canguro: “Ci sono cinque nodi da chiarire, ma seimila emendamenti sviliscono con l’ostruzionismo un dibattito che deve essere alto”. Nella settimana del voto al Senato, Giuseppe Fioroni, parlamentare dem difende e rilancia la libertà di coscienza nella conversazione con Intelligonews. Con alcuni messaggi in codice. 

Il presidente del suo partito Orfini ritiene necessario rinunciare al voto segreto. Condivide?

«Non faccio l’esegeta di Orfini né inseguo i cambiamenti di indirizzo o di umore. Io sono convinto sostenitore della libertà di coscienza che prevede di poter votare in piena libertà e autonomia. Quindi per me è indifferente che ci sia o meno il voto segreto partendo dal presupposto che la libertà di coscienza è una scelta e non un sotterfugio e che essendo la scelta prioritaria in un partito, coloro che la esercitano vengano a pieno titolo rispettati e vengano rispettati nella loro dignità. Altrimenti, il voto segreto rischia di essere un modo affinchè la coscienza venga stravolta dall’opportunismo dei pusillanimi».

Ce ne sono anche nel suo partito?

«Non ho la minima idea né mi interessa saperlo. Io non ho bisogno del voto segreto perché se la libertà di coscienza è vera e viene rispettata non è necessario ricorrere a questo strumento»

Si profila il “canguro” per abbattere i seimila emendamenti al ddl Cirinnà. C’è chi sostiene che si tratti del “solito metodo Renzi”. Qual è la sua valutazione?

«Parto dal presupposto che l’etica non si dà con la tessera di partito. Ci vuole saggezza e rispetto per le posizioni di tutti, ma ci vuole saggezza e rispetto anche per le posizioni degli altri. Su questa legge ci sono quattro-cinque nodi da chiarire; seimila emendamenti sono ridondanti e sviliscono con l’ostruzionismo un dibattito che deve essere alto, perché chi pensa di fare campagna elettorale e prendere consensi su questi temi, non sa che la coscienza degli italiani è libera e intima e che dunque tutti i calcoli preventivi sono sbagliati. Presentare seimila emendamenti significa svilire il dibattito e confondere i nodi cardini con una serie di virgole e punti e virgola»

Ma ad oggi qual è lo stato dell’arte sul ddl Cirinnà? La mediazione finora non sembra aver portato frutti. 

«Ritengo che la libertà di coscienza anche al Senato si possa esprimere con un orientamento prevalente delle coscienze. Apprezzo lo straordinario lavoro che nel mio partito stanno facendo alcuni senatori per migliorare il testo usando la saggezza e tenendo presente che la famiglia è una, i diritti sono per tutti; che la famiglia è diversa dalla fattispecie delle unioni civili e che l’adozione non deve diventare il grimaldello per quel gravissimo crimine contro l’umanità che è l’utero in affitto»

L’opzione dell’affido in prova al posto della stepchild adoption proposta tra gli altri, dal senatore Pd Verini, la convince? E’ un buon punto di mediazione?

«Aspetto di vedere il testo quando arriverà alla Camera. Apprezzo l’impegno di tutti coloro che stanno cercando di evitare questi rischi perché per risolvere alcuni casi particolari, non si generi un danno generale che privi il figlio del diritti di avere un padre e una madre. A me hanno sconvolto le dichiarazioni di autorevoli esponenti laici i quali hanno sostenuto che l’utero in affitto può rappresentare un futuro migliore per i propri figli o un sostegno economico a chi non ha altre possibilità per vivere: tutto ciò mi sembra che si commenti da solo sull’aberrazione e la gravità del crimine che si commetterebbe»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]