"Il passo di lato" di Grillo "per la libertà" e Di Maio scalda i motori: "La svolta? Più avanti"

25 gennaio 2016 ore 14:05, Americo Mascarucci
Per Il Giornale di Alessandro Sallusti è la prova provata che Beppe Grillo non ne potrebbe più dei suoi grillini.
Nel Movimento 5Stelle invece nulla di nuovo sotto il sole.
Oggetto del contendere il "passo di lato" annunciato da Grillo che torna in teatro con uno spettacolo in cui mette in contrapposizione il suo essere comico, ossia la professione di una vita, con l'essere diventato un politico anche se per un periodo sostanzialmente breve, limitato all'ultimo decennio. Molti hanno collegato il ritorno a teatro di Grillo come una sorta di "addio alla politica" visto che alla fine lo spettacolo dovrebbe proprio concludersi con il comico che riscopre la sua vera professione, abbandonando per sempre quella di leader politico.
"Si è creata una confusione di ruoli - ha detto Grillo al Corriere della Sera -  Io non sono il leader dei 5 Stelle, e non ci deve essere alcun leader. Le persone hanno identificato in me questa forma di partito-verticistico che di fatto non esiste. Ecco perché ci sarà sempre più una diffusione dei poteri all'interno del Movimento, lanciato sì grazie alla mia popolarità e alla mia reputazione, ma io non sono a capo di niente. Io voglio essere solo il garante di certe regole precise: questo è e questo sarà il mio compito".
Tuttavia i grillini ritengono che si tratti di una "non notizia" come confermato dal vice presidente della Camera Luigi di Maio. "Grillo - ha detto - mantiene la promessa che ha fatto tempo fa. Ha sempre detto che il Movimento avrebbe camminato sulle proprie gambe. Sta solo proseguendo il nostro percorso. Il suo passo di lato è solo metaforico e le responsabilità sono in capo sia agli eletti sia agli attivisti. La via è una sola: agire con coscienza, rispettando i principi del Movimento".
In pratica Grillo avrebbe creato il Movimento, lo avrebbe lanciato in politica facendolo crescere elettoralmente e ora sarebbe pronto a chiamarsi fuori, restando un semplice elettore ma lasciando alla classe dirigente che si è formata in questi anni ogni decisione. In pratica Grillo avrebbe deciso di non identificare più i 5Stelle con se stesso.
Di Maio è considerato da molti un fedelissimo di Grillo, ma al Corriere delle Sera ha riferito che nessuno ha chiesto all'ex comico, di farsi da parte: Il Movimento sta crescendo sulle proprie gambe e non ha bisogno di nessun parricidio. Casomai questo lo vorrebbero altri partiti".
'Il passo di lato' di Grillo 'per la libertà' e Di Maio scalda i motori: 'La svolta? Più avanti'
Intanto però nel Movimento resta in piedi il problema della leadership. Se Grillo si fa da parte, pardon di lato, e torna in teatro chi guiderà il M5S? Di Maio indicato a lungo come il "prediletto" di Grillo glissa in questo modo: "Nel Movimento 5 stelle non è in atto nessuna successione. La svolta se ci sarà, sarà più avanti. Da qui a quando formeremo la nostra squadra di governo per le Politiche il focus è sui temi, non sulle persone". 
Come dire: meglio non parlarne sennò scoppia l'inferno. Lo stesso che scoppiò subito dopo l'estate quando una battuta di Grillo su Di Maio "maledetto sei tu il leader", fu interpretata dalla stampa come un'investitura ufficiale del vice della Boldrini. Divampò l'incendio e lo stesso Grillo dovette precisare che da parte sua non c'era mai stata la volontà di incoronare Di Maio. 
Il quale stuzzicato dal Corsera sull'argomento sembra confermare come parlare di leadership sia un campo minato. E al giornalista che lo presenta come "volto in ascesa" del Movimento risponde:  "Quando c'è un volto, c'è anche un bersaglio. Battute a parte, sono onorato, ma è solo il riconoscimento di un lavoro di squadra". Più chiaro di così!

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