Ncd si è fatta renziana: anche Lorenzin non va al Family Day, ma chiude a stepchild

25 gennaio 2016 ore 17:15, Lucia Bigozzi
Disciplina di partito o di governo? Dopo Angelino Alfano, anche Beatrice Lorenzin starà alla larga dalla piazza del Family Day anche se ribadisce il suo no alla stepchild adoption. Insomma, il dubbio che corre in Transatlantico è se Ncd sia diventata “renziana”. E sull’interrogativo si aprono scenari che rimandano direttamente ai giochi (già aperti) per le politiche targate 2018 (se non prima, vedi esito del referendum sul Senato 3.0). Qualche giorno fa, il ministro dell’Interno intervista dall’Huffington Post aveva detto chiaramente di non poter partecipare all’evento in programma il 30 gennaio a Roma (Circo Massimo) perché “ricoprendo l’incarico di ministro dell’Interno ho il compito di supervisionare che l’intera manifestazione si svolga in un clima sereno e ordinato”. Tuttavia, aveva assicurato che in quella piazza ci sarà “con la mente e con il cuore”. Oggi il ministro della Salute, comunica la posizione analoga a quella del leader del suo partito. Nell’intervista al Messaggero, la Lorenzin conferma che non sarà al Family Day ma che della manifestazione condivide i contenuti. L’auspicio è che al Senato (il ddl Cirinnà va in Aula il 28 gennaio) si trovi un punto di equilibrio (anche se fin qui la mediazione in corso non pare aver portato grandi frutti) ma è fermo il suo no alla stepchild adoption. “Più le soluzioni saranno condivise nel Parlamento, più lo saranno nella società, anche perché parliamo di norme di civiltà che impongono un cambiamento dei modi di vivere. La stepchild portata in Parlamento però è sbagliata. Va bene regolare le unioni civili tra persone dello stesso sesso, ma dico no ad aprire su certe adozioni e sulla genitorialità, pratiche illegittime nel nostro Paese e proibite dalla legge”. 

Ncd si è fatta renziana: anche Lorenzin non va al Family Day, ma chiude a stepchild
Il no del ministro nasce dalla consapevolezza che “il meccanismo della stepchild farebbe rientrare dalla finestra quello che abbiamo fatto uscire dalla porta: l’utero in affitto e l’eterologa per le coppie omosessuali. L'importante è non radicalizzare lo scontro o criminalizzare nessuno, perché rischiano di rimetterci le persone più deboli”, avverte la Lorenzin che in alternativa al contestato capitolo della stepchild adoption rimanda, alla legge che già c’è. “Lo strumento giuridico che già abbiamo, quello della continuità affettiva permette le adozioni speciali, per esempio da parte di single. A mio parere deve essere rafforzato il compito dei giudici dei tribunali minorili a tutela di situazioni che però devono essere ben individuate. I bambini già nati non possono essere discriminati per il modo in cui sono stati concepiti, questo è evidente”.
autore / Lucia Bigozzi
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