Campania, un mandriano disperato: "Ho scritto invano al Papa e a Napolitano, mi appello all'Italia contro i crimini subiti"

25 giugno 2014, Micaela Del Monte
Campania, un mandriano disperato: 'Ho scritto invano al Papa e a Napolitano, mi appello all'Italia contro i crimini subiti'
IntelligoNews ha contattato Antonio Fernicola, un ex mandriano di Buccino (un paesino in provincia di Salerno) che ha vissuto dei momenti difficili a causa della criminalità e che ha voluto raccontare la sua storia per denunciare la brutalità di alcuni avvenimenti, abbattere il muro dell'omertà e chiedere un sostegno che, dice, di non aver mai ricevuto dalle istituzioni. 

Ci racconti cosa è successo... 

"Ho vissuto una serie di eventi drammatici durante la mia vita, cose che mi hanno anche portato sul lastrico e hanno messo a dura prova la mia vita. Non solo a livello economico. Il 25 settembre del 1998 ho subito un furto in casa, poi il 16 luglio 2000 fu il momento dell'aggressione/tentato omicidio che mi ha tenuto tre mesi in ospedale in fin di vita. Per fortuna rimase solo un tentato omicidio, ma ci misi più di un anno per riprendermi. Nel momento in cui ricominciai a vivere in maniera dignitosa e riuscii a ricostruire la mia mandria subii una serie di piccoli furti, come ad esempio quelli di alcuni capi di bestiame da me allevati. Il 28 agosto del 2008 invece mi tagliarono le gomme della macchina sui monti dove andavo a pascolare. Ma le posso raccontare un'altra decina di episodi simili che hanno condizionato la mia vita e che mi hanno creato non pochi problemi, come ad esempio un incendio che distrusse il fienile che causò anche il crollo del relativo capannone che fu una disgrazia pesante, sia dal punto di vista economico che psicologico. Nel 2012 invece mi fu rubato l'intero allevamento, cosa che mi fece ritrovare completamente senza alcun tipo di risorsa economica". 

E i colpevoli? Cosa hanno scoperto le indagini e soprattutto perché è oggetto di questi attacchi?

"Ci fu un processo dove due persone vennero condannate in primo grado, ma poi furono assolte. Ho sempre parlato di queste cose, ho presentato anche un dossier ai Carabinieri e anche al Presidente della Repubblica per combattere l'omertà. Io ho militato fin da giovanissimo nel Movimento Sociale per il quale sono stato candidato al Consiglio regionale nell''80, alla Camera dei deputati nell'83, nell'87 e nel'92. Credevo nei valori che predicava il Movimento Sociale, ovvero la legalità, la certezza della pena. Ero un mandriano che sfidava culturalmente la delinquenza e la delinquenza me l'ha fatta pagare cara".

E ha ricevuto qualche tipo di solidarietà?  

"Dalle istituzioni non ho mai avuto nessun tipo di sostegno, dai comuni adiacenti invece ho ricevuto qualche attestato di solidarietà. A esempio il sindaco di San Gregorio Magno mi è stato molto vicino, nonostante sia di Rifondazione Comunista. Mentre i consigli comunali di Sicignano degli Alburni e di Romagnano al Monte hanno fatto una delibera di solidarietà morale nei miei confronti. Allo stesso modo mi è stato vicino l'arcivescovo della diocesi Monsignor Pasquale Cascio che ha cercato di aiutarmi a raccogliere fondi per ricostruire quell'allevamento che mi è stato tolto. Purtroppo, invece, dal mio paese (Buccino ndr) c'è stata una delibera di giunta molto molto debole. Per il resto nulla. Ho scritto sette lettere dall'inizio dell'anno a Papa Francesco e tre al Presidente del Consiglio Giorgio Napolitano, ma non ho mai ricevuto risposta".  

Dunque qual è il suo appello?

"L'appello che faccio a tutta l'Italia è quello di mobilitarsi per andare in aiuto di chi, come me, ha subito questo tipo di sciagure e non ha mai ricevuto alcun tipo di sostegno. E questa storia deve essere anche un monito per i delinquenti che sono costretti a compiere certe azioni di nascosto, all'ombra di tutto con vigliaccheria".
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