Berlusconi vuole unire i moderati: ancora una volta, per l'ultima volta

25 giugno 2014 ore 12:37, Marta Moriconi
Berlusconi vuole unire i moderati: ancora una volta, per l'ultima volta
"Nessuno cadrà nella trappola di chi vorrebbe dividerci" secondo Silvio Berlusconi intervistato da Il Giornale. Neanche Alfano? No, sembra crederci davvero, le sue sono parole di speranza e proiettate "verso un 
cammino per riportare tutti coloro che vogliono un'Italia più liberale, più efficiente, più solidale, che metta al centro la persona, ad impegnarsi con noi per riuscire finalmente a realizzarla". "Torniamo uniti", è il suo appello che rivolge a mezzo stampa ai colleghi esponenti dei partiti che più possono convogliare in un progetto comune. Non pensa certo a Grillo, che per lui è un pericolo scampato, né a Renzi, che ormai va sulla sua strada... ma a tutti gli altri sì. A partire dalla Lega Nord in giù o in su che dir si voglia. Poi la sua riflessione sull'esito delle ultime elezioni: "Ho riflettuto a lungo sugli ultimi risultati elettorali. Un innegabile successo di Renzi - non del Pd, come dimostrano i risultati delle amministrative - che però ha confermato tre cose: che per fortuna il pericolo Grillo, forse proprio grazie al nostro ripetuto grido d'allarme, si sta ridimensionando, che l'area moderata esiste e non si è ridotta nei numeri, nonostante molti nostri elettori abbiano scelto l'astensionismo, e che la parte di gran lunga maggiore dei moderati guarda a noi come punto di riferimento. In queste condizioni, ci sono due cose che abbiamo il dovere di fare: collaborare a vere riforme che rendano finalmente l'Italia governabile, battendoci per quella più importante di tutte, l'elezione del presidente della Repubblica da parte dei cittadini; e prepararci per le prossime elezioni politiche, forse non lontane, nelle quali il confronto vero sarà ancora una volta fra noi del centrodestra e la solita sinistra, questa volta rappresentata dall'immagine più moderna di Matteo Renzi. Per questo stiamo lavorando a tempo pieno per organizzare Forza Italia, per radicarla di più sul territorio, aprirla a volti nuovi, scegliere dirigenti che abbiano il consenso della base". Le porte sono aperte, non serve neanche bussare.
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