Paoli (giornalista sportivo): "La nostra confusione figlia di Prandelli. Balotelli? Ora potrebbero allontanarlo “

25 giugno 2014, Micaela Del Monte
In seguito all'eliminazione dell'Italia dal Mondiale brasiliano la redazione di IntelligoNews ha contattato Alessandro Paoli, giornalista sportivo e direttore del sito dedicato proprio alla Nazionale Tuttonazionali.com. Con lui abbiamo parlato della situazione generale del nostro calcio e analizzato le problematiche che hanno portato gli azzurri alla sconfitta. 

Nazion(al)e malata. Quanto la situazione dell'Italia si riflette sui risultati ottenuti dagli azzurri? 

«La situazione economica dell'Italia si riflette sull'intera società, quindi anche sul calcio. La nostra Serie A non è ormai da anni da campionato di prima fascia e questo incide conseguentemente sulla Nazionale, che attinge prevalentemente da lì. Quando ci presentiamo in Europa con le nostre squadre di club facciamo sistematicamente fatica e questo trend non è casuale. Ci vorrebbe un risanamento del calcio italiano a partire dal Settore Giovanile, che spesso viene snobbato o affidato ad istruttori non all'altezza. La formazione dei campioni di domani passa per gli insegnati di oggi. Non possiamo sottovalutare, come stiamo facendo da anni ed anni, questo aspetto»

 
Paoli (giornalista sportivo): 'La nostra confusione figlia di Prandelli. Balotelli? Ora potrebbero allontanarlo “
Si parla di "Balotelli imposto dallo sponsor". Quanto c'è di vero e quanto invece potrebbe essere una trovata per allontanare Mario dal gruppo? 

«Questo è un argomento molto delicato. A mio modo di vedere Balotelli non è stato 'imposto dallo sponsor', che in questo caso è la Puma (lo stesso della Nazionale), ma credo meritasse di essere nei 23 per le sue qualità e per il percorso svolto sin qui in azzurro con Prandelli. Alla luce delle sue prestazioni bisogna ammettere che l'attaccante del Milan è regredito invece che migliorato. Tatticamente si è smarrito: è un attaccante, ma senza una precisa collocazione. Non aiuta in fase di non possesso e quando la squadra offende attacca prevedibilmente la profondità senza effettuare tagli particolarmente intelligenti. Se poi analizziamo i suoi atteggiamenti, si potrebbe parlare per ore. Dico queste parole con grande amarezza, dato che sono sempre stato un estimatore di Balotelli, ma del talento delle giovanili dell'Inter non vedo quasi più nulla».

Nelle altre nazionali i giovani sono il punto forte (come ad esempio il Belgio), per noi possono essere considerati il punto debole. Perché? 

«Non ritengo che i nostri giovani siano stati un punto debole. Se penso a Verratti, ma anche a De Sciglio nell'ultima partita, penso a due calciatori molto utili alla causa. Ho citato volutamente due della classe '92 perché reputo giovani loro, se poi per giovani allarghiamo a Balotelli, Immobile ed Insigne posso dirti che loro non sono stati all'altezza delle aspettative. Darmian, che è un classe '89, non lo reputo più giovane ed ha fatto benissimo».

Deconcentrazione, lentezza e l'alibi del caldo: si tratta in realtà di un problema i preparazione atletica? 

«C'erano difficoltà oggettive a livello climatico per tutte le squadre europee, l'abbiamo sempre detto, ma questo non deve essere un alibi. La nostra eliminazione è figlia della confusione di Cesare Prandelli, che ha cambiato più volte il modulo e gli interpreti. Non voglio pensare che lo staff della Nazionale A non abbia preparato nei minimi dettagli la preparazione atletica in vista del Brasile. Gli Azzurri hanno lavorato sodo in preparazione di questo evento e calciatori come Buffon, Barzagli, Chiellini, De Rossi e Pirlo, che rappresentano la 'vecchia guardia', hanno dato l'anima per la maglia azzurra, ma non sono bastati. Ci si aspettava di più da qualcun'altro, come ad esempio Balotelli».

Oggi si considerano più importanti le partite di club rispetto a quelle della Nazionale

«Sì, lo dico a malincuore dato che sono l'ideatore e fondatore di un sito interamente dedicato alla Nazionale, dall'U15 alla A. Le competizioni per club, almeno in Italia, hanno un peso maggiore rispetto agli impegni della Nazionale. Questo è un problema sostanzialmente culturale, dovremmo essere molto più legati alla nostra patria e sostenere i nostri colori piuttosto che perderci in futili campanilismi legati ai club. Spero che il lavoro che stiamo facendo con TuttoNazionali.com possa cambiare questa tendenza tra alcuni anni. Nel nostro piccolo abbiamo fidelizzato i lettori alle under azzurre, che seguiamo sistematicamente in tutti i loro impegni, e che prima di noi erano totalmente ignorate dai media. È il nostro piccolo impegno quotidiano per aumentare il seguito della nostra Nazionale».

Il comportamento di Balotelli al termine della partita contro l'Uruguay può essere sottoposto ad una sanzione disciplinare? 

«Il comportamento di Balotelli al termine della gara contro l'Uruguay non mi è piaciuto. Non è mai bello che un calciatore snobbi un confronto negli spogliatoi con i propri compagni. Capisco che possa essere rimasto ferito dalle parole di Buffon o di De Rossi, ma è un uomo e deve accettare le critiche così come accetta gli elogi quando gli vengono fatti. Mario è un classe '90, quindi non stiamo parlando di un ragazzino, ma di un uomo calcisticamente parlando e deve comportarsi come tale. La sua punizione più grande potrebbe essere l'allontanamento da parte dello spogliatoio azzurro, che però sarebbe meritato».
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