Grecia, Tallarico: "La partita con la Ue non è sul debito, ma sulla Russia"

25 giugno 2015, Adriano Scianca
Grecia, Tallarico: 'La partita con la Ue non è sul debito, ma sulla Russia'
Le trattative tra la Grecia e Bruxelles? Non c'entra il debito, ma il rapporto fra Atene e Mosca. Ne è convinto Francesco Tallarico, avvocato e studioso di geopolitica, che a IntelligoNews spiega: “ In un momento in cui la Russia è isolata dall'Occidente, la Grecia offre a Mosca una scappatoia”. 

Nella nuova Guerra fredda Usa-Russia si inserisce la vicenda WikiLeaks. La Francia potrebbe cogliere la palla al balzo per spostarsi sul versante filo-russo? 

«Non credo che la Francia modificherà la sua vicinanza agli Usa per la vicenda delle intercettazioni. La posizione critica che hanno preso è per non perdere la faccia con il proprio popolo. Ma non sono queste le cose che fanno cambiare rotta. L'elemento dirompente semmai è un altro».

Quale? 

«Ciò che rischia di spaccare il fronte atlantico è la questione greca. Atene ha aperto formalmente un filo politico e diplomatico con Mosca. Tispras e Putin si sono incontrati e hanno discusso del Turkstream, il gasdotto che passa per la Turchia e a cui la Grecia ha proposto lo sbocco nel Mediterraneo. In un momento in cui la Russia è isolata dall'Occidente, la Grecia offre a Mosca una scappatoia. Credo che nella trattativa fra la Grecia e l'Ue queste questioni geopolitiche contino più delle questioni economiche». 

A proposito di Turkstream: Ankara sembra, come al solito, giocare su tutti i tavoli... 

«È questo il problema... La Turchia cerca una sua dimensione. Io sostengo da anni che ci sia un disegno neo-ottomano, ovvero un tentativo di conquistare influenza in Asia. Questo la porta a giocare un ruolo nelle primavere arabe e nello scacchiere siriano, dove per esempio sembra che Erdogan sostenga l'Isis e il suo avversario, Gülen, Al Nusra. Parallelamente apre anche alla Russia, come abbiamo visto. Insomma, il quadro è complesso...». 

E in tutto questo l'Italia che fa? 

«Ahimé, l'Italia è il grande assente. Fino al governo Berlusconi, l'Italia è stato il punto di riferimento per il mondo arabo. Poi c'è stata una strategia obbiettiva di indebolimento di tutto il sud Europa da parte dell'alta finanza. Oggi noi abbiamo un problema gravissimo di inadeguatezza della classe dirigente, non solo politica».
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