Marò, Capuozzo: “C’è un motivo per i continui rinvii. Adesso basta guardare Renzi”

25 giugno 2015, Andrea Barcariol
Marò, Capuozzo: “C’è un motivo per i continui rinvii. Adesso basta guardare Renzi”
In attesa dell’uscita del suo libro, “Il segreto dei Marò”, il giornalista Toni Capuozzo, intervistato da IntelligoNews, commenta gli ultimi, “inquietanti”, sviluppi della vicenda che ha come sfortunati protagonisti i due fucilieri di Marina.

Che segnale è l’ennesimo rinvio al 14 luglio della Corte Suprema Indiana?


«Non fa altro che confermare la continua dilazione dei tempi. Normalmente si pensa che in tribunale sia la difesa a rinviare, in questo caso è l’accusa che non riesce a formulare capi di imputazione e a istruire un processo, quindi si limita a rinviare una volta dopo l’altra».


Pensa ci siano possibilità per il ricorso italiano?

«No, non credo, il 15 luglio scade il permesso per Latorre che dovrebbe tornare in India. Credo che ci dirà più cose l’atteggiamento del governo italiano all’avvicinarsi di quella scadenza».


La prossima udienza è stata fissata al 14 luglio, un giorno prima della scadenza del permesso concesso a Latorre. Ritiene sia stato fatto appositamente?


«No, non credo».

Come valuta la linea difensiva adottata dall’Italia riguardante la giurisdizione del caso e l’utilizzazione della polizia investigativa Nia?

«La valuto positivamente dal punto di vista di aver scongiurato l’applicazione della legge antiterrorismo perché, al di là delle pene previste, in quel caso non sarebbe stata l’accusa a dover produrre le prove della colpevolezza ma gli imputati a produrre le prove della loro innocenza. La Nia ha ereditato l’inchiesta e ha rifatto una serie di testimonianze, che loro definiscono inoppugnabili, ma in realtà sono le stesse dell’inchiesta precedente. Quanto agli elementi centrali, la perizia balistica, il luogo e l’ora dell’incidente in cui morirono i pescatori non c’è nulla di nuovo. L’impalcatura è fragilissima e i continui rinvii lo testimoniano».


Se dovesse fare un podio per la gestione della vicenda Marò, come classificherebbe gli ultimi tre governi (Monti, Letta, Renzi)?


«Uno vale l’altro, ognuno per la sua parte ha combinato i suoi guai».


Dividiamo equamente le colpe tra tutti e tre?


«Credo proprio di sì».

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