Scuola, Roccella (Ncd): "O gender o sfiducia. Colpa di Grasso, invece Giannini..."

25 giugno 2015, Andrea De Angelis
Dalla piazza alla fiducia.
  
Ore tese per il gruppo di Area Popolare, con i senatori di Ncd e Udc ricevuti dai ministri Giannini e Boschi. Sul tavolo la fiducia al Governo posta sulla riforma della scuola, non più scontata dopo la norma che comprende attività formative contro la violenza di genere e le discriminazioni. 
C'è chi, come Mario Mauro, ha parlato di pavidità del Nuovo Centrodestra puntando il dito contro un Alfano che "prende in piazza gli applausi delle famiglie". 

IntelligoNews ne ha parlato con la deputata Eugenia Roccella, da sempre in prima linea sui temi etici ed educativi...

Scuola, Roccella (Ncd): 'O gender o sfiducia. Colpa di Grasso, invece Giannini...'
Si può contemporaneamente ascoltare la piazza e poi votare la fiducia a un Governo che va nella direzione opposta?

«L'interpretazione di quel testo è discussa. Andiamo con ordine: alla Camera abbiamo condizionato il nostro voto favorevole a un impegno del ministro ad assicurare la libertà di scelte educative da parte dei genitori, dunque attraverso il consenso esplicito alle attività extracurriculari, un po' come avviene già con l'ora di religione. Questo lo abbiamo detto non soltanto con l'ordine del giorno a mio firma che è stato accolto, ma anche chiedendo durante la dichiarazione di voto l'impegno esplicito del ministro davanti all'Aula».  

Impegno che è arrivato. 

«Sì, il ministro si è alzato e ci ha assicurato il suo impegno in questo senso ed è allora che abbiamo votato a favore. Abbiamo condizionato il nostro voto a un impegno del ministro»

Veniamo al Senato. 

«Qui il presidente Grasso ha dato un'interpretazione discutibile, visto che ci sono precedenti diversi, in base alla quale non è possibile inserire nulla nel maxi emendamento. Non si può modificare il gender: noi siamo costretti a far cadere il Governo o a fare qualcos'altro, ma non un emendamento. Noi ne avevamo presentati quattro, ma Grasso ha interpretato la procedura in questo modo» 

Può aver inciso il parere del vicepresidente Fedeli che ha definito quella piazza violenta? 

«Non posso fare interpretazioni di questo tipo, la responsabilità è di Grasso, è lui che deve decidere ed ha deciso. Noi siamo l'unico argine dinanzi a questi temi, se si facesse un governo a sinistra, ma anche con Forza Italia avremmo una situazione diversa e sentiamo forte questa responsabilità davanti al Paese. Questo deve essere chiaro».  

Non è chiaro però come se ne esce: una stretta di mano?

«Abbiamo ricordato al ministro l'impegno preso davanti all'Aula. Lei ci ha assicurato che esiste già una norma che impone il consenso dei genitori»

Leggo testualmente dalla nota del gruppo di Area Popolare: "La ministra ha confermato quale principio vigente il consenso informato delle famiglie rispetto a tutte le attività extracurriculari". Ci fidiamo dunque?

«Il problema è che comunque questa roba entra nelle scuole, non solo attraverso iniziative ministeriali che sono state fermate da tempo, ma anche attraverso iniziative singole, del semplice preside o insegnante. Ci sono mille strumenti, quindi il miglior mezzo per combattere questo tipo di interventi è il consenso informato dei genitori» 

Quindi possiamo dire alla piazza non di stare serena visto che è ormai è un'espressione vietata, ma che avete fatto il possibile?

«Abbiamo chiesto un impegno già al momento di votare, poi avremmo chiesto l'emendamento, ma questo è stato reso impossibile da Grasso. Allora abbiamo chiesto al ministro come intendeva onorare quell'impegno che ha condizionato alla Camera il nostro voto. Ora, dopo le ampie rassicurazioni ricevute, continueremo a vigilare, incalzando sempre il ministro. Poi è chiaro che il banco di prova ultimo sarà il ddl Cirinnà, però bisogna essere attenti a dire di non votare la fiducia. Se non la votiamo i nostri temi saltano"





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