Storia di un pasticcio: il Durt

25 luglio 2013 ore 13:23, intelligo
Storia di un pasticcio: il Durt
Uno degli emendamenti contenuti nel Decreto del Fare è il Durt. Il Durt, il Documento unico di regolarità tributaria, secondo alcuni è un nuovo “mostro burocratico” che toglierà ogni speranza alle PMI italiane, soprattutto nel settore delle costruzioni, che speravano in uno slancio. Con il Durt, in pratica, le imprese appaltatrici e subappaltatrici, per poter essere pagate dai committenti, dovranno ottenere dall'Agenzia delle Entrate il Durt, un documento che attesta l'inesistenza di debiti tributari da parte dell'azienda stessa. In questo modo, dunque, va da sé che gli imprenditori, per poterlo dimostrare, devono comunicare periodicamente al fisco i dati delle buste paga, proprio per consentire all'Agenzia delle Entrate di accertare che la propria impresa sia in regola. Solo con l'acquisizione del documento tributario, dunque, che evidenzia la completa regolarità, si potrà escludere la responsabilità solidale dell’appaltatore per eventuali debiti tributari del subappaltatore. Ma non solo: anche il committente dovrà procedere all’acquisizione del Durt dell’appaltatore e del subappaltatore, (pena la responsabilità solidale e la comminazione di sanzione amministrativa pecuniaria che va dai 5 mila ai 200 mila euro). Il provvedimento, di primo acchito, sembra totalmente inutile e superfluo. E soprattutto vanifica l'intento del governo (le cui premesse erano contenute del Decreto del fare) di semplificare gli adempimenti a carico delle imprese e gli incentivi già varati dall'esecutivo per gli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, soprattutto nel settore dell'edilizia. La modifica normativa, secondo le obiezioni, porterà senz’altro allo stallo massivo dei pagamenti, con un conseguente (e inevitabile!) default di gran parte della Pmi italiana già in ginocchio, proprio perché, anche a causa dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, riescono in pochissimi casi a rispettare gli adempimenti tributari. E in più, nessuna efficacia nella lotta all'evasione che, c'è da scommeterci, nei prossimi mesi lieviterà.  
autore / intelligo
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