Istat, la crescita degli stipendi mai così bassa

25 luglio 2014 ore 12:55, Marta Moriconi
Istat, la crescita degli stipendi mai così bassa
Mentre nel Parlamento italiano passa il decreto per coloro che in prigione hanno subito un trattamento in violazione dei diritti umani, per gli italiani che lavorano la situazione è al minimo storico. Nessuna gioia... ancora.
La crescita delle retribuzioni contrattuali orarie a giugno è dell'1,2% sul 2013, tornando indietro di ben 30 anni, all''82. L'Istat, che ha diffuso la notizia, ha anche specificato che seppur basso l'aumento delle paghe risulta quattro volte superiore all'inflazione (pari allo 0,3%). Lo 0,1% di più rispettoi al mese precedente. L'incremento è nel settore privato, che segna un più 1,4% per i suoi dipendenti e di una variazione nulla per il pubblico impiego. Le categorie appaiono chiare: più aumento in campo di telecomunicazioni (3,1%),  gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3%), poi ci sono le estrazione di minerali (2,9%). Tra i contratti monitorati, è stato recepito un solo rinnovo (quello dei giornalisti) e nessuno è scaduto. Alla fine di giugno la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 61,4% nel totale dell'economia e del 50,1% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 30,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 16,5 mesi per quelli del settore privato.
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