Bellizzi (Medici senza Frontiere): “Allarme Ebola, vi dico la verità sui rischi”

25 luglio 2014 ore 16:12, intelligo
Bellizzi (Medici senza Frontiere): “Allarme Ebola, vi dico la verità sui rischi”
di Marco Guerra L’epidemia di ebola in Africa occidentale colpisce anche il personale sanitario in prima linea nella cura dei malati.  È di ieri la notizia che a Kenema, in Sierra Leone, un responsabili del centro di cura di Medici senza frontiere avrebbe contratto il virus. IntelligoNews, per fare luce sulla vicenda, ha contattato l’ufficio stampa della sezione italiana dell’Ong, il quale ha precisato che il caso di contagio riguarda un noto medico locale che non lavorava per Msf ma che invece è stato ricoverato ed è tutt’ora in cura proprio presso la struttura di Msf a Kanema.  Ma per saperne di più circa i rischi legati a questa nuova epidemia abbiamo sentito anche Saverio Bellizzi, epidemiologo di Medici senza frontiere, tornato da poche settimane dalla Guinea, uno dei Paesi maggiormente interessati dal virus. Dott. Bellizzi ora l’allarme si estende al personale sanitario?Non sarebbe il primo caso, di solito si tratta di medici locali che lavorano parallelamente in strutture private locali  dove è più facile contrarre il virus a causa delle minori precauzioni igenico- sanitarie. Nessun caso di contagio è mai stato registrato tra il personale interno di Medici senza frontiere. Infatti, quando si riscontra un ceppo dell’epidemia, una delle prime misure richieste è la chiusura dei centri privati e di minimizzare l’uso incontrollato di aghi”. Ma in generale qual è la situazione nei Paesi dell’Africa occidentale? “Leggevo proprio oggi uno degli ultimi report:  si sono superati i mille casi di contagio e i 600 decessi. Insomma la situazione è ancora fuori controllo. Nelle comunità locali manca una reale presa di coscienza del rischio, le persone si muovo da un villaggio all’altro per i funerali e per prendersi cura delle persone affette, questo non fa altro che facilitare la diffusione del virus”. In questi mesi con l’incremento degli sbarchi sulle coste italiane è stato più volte agitato il fantasma di un possibile ceppo di ebola portato dai migranti. Quanto è reale questo rischio? “È praticamente impossibile che l'ebola arrivi in Europa con i migranti che attraversano il mediterraneo. La malattia ha un’evoluzione tempestosa: il 90% delle persone infette muore nel giro di una settimana-dieci giorni e non è nemmeno in grado di stare in piedi. Avendo lavorato anche a Lampedusa conosco i flussi e le rotte dell’immigrazione e posso affermare che questi migranti impiegano anche fino ad un anno e mezzo per attraversare il deserto del Sahara  e trovare un passaggio su un barcone in Libia.  Semmai, anche se resta un'eventualità remota, la trasmissione in Europa può avvenire attraverso persone giunte in aereo”. Questo non è rassicurante. Scusi ma non ci sono controlli negli scali dei Paesi di provenienza interessati dall’epidemia? “Sì, negli aeroporti dell’Africa Occidentale stanno effettuando dei controlli sanitari alle partenze con dei termometri laser. Se una persona risulta avere una temperatura superiore ai 37,5 gradi allora viene trattenuta per ulteriori accertamenti sul suo stato di salute”. E fino ad ora ha funzionato? Non ci sono stati casi di contagio in Occidente? “L’inverno scorso c’è stato un falso caso in Canada che poi è risultato essere malaria”.
autore / intelligo
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