Dal parabrezza del camion anti-proiettili alla poliziotta: complotti e menzogne su Nizza?

25 luglio 2016 ore 10:59, Americo Mascarucci
La strage di Nizza si arricchisce di tante anomalie, sospetti e stranezze che sembrerebbero alimentare la teoria del complotto che si sta facendo strada da giorni.
Un attentato organizzato? Coperto dai servizi segreti? I dubbi sono tanti e come sempre avviene il complottismo è un elemento essenziale quando ci si trova in presenza di attentati di matrice terroristica.
Però come detto su Nizza i sospetti sono tanti.
Ad alimentare il clima da complotto le dichiarazioni di Sandra Bertin, responsabile del sistema di videosorveglianza del Comune di Nizza che ha rilasciato ieri un’intervista al Journal du Dimanche in cui ha dichiarato di aver ricevuto pressioni per inserire nel rapporto sulla sera del 14 luglio la presenza di uomini della polizia nazionale, che lei assicura di non aver visto. 
Il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ha annunciato una querela nei confronti della funzionaria, che è anche sindacalista degli agenti municipali. 
Tutto questo dopo che lo scorso 20 luglio la polizia giudiziaria antiterrorismo (Sdat) avrebbe chiesto al Comune di Nizza di distruggere i filmati di quella sera per evitare che venissero diffusi impropriamente. 
Richiesta anomala, al quale il Comune si sarebbe opposto. 
La Bertin, da parte sua, ha ammesso di essere stata "al telefono almeno per un’ora" all'indomani dell’eccidio con un funzionario del ministero degli Interni. 
Questi le avrebbe commissionato un rapporto sul dispositivo di sicurezza della sera precedente, sulla base dei video registrati. 
"La Polizia nazionale – ha spiegato la Bertin – forse era lì, ma dai video non si vede. Quella persona mi ha chiesto di inviare una e-mail con il rapporto in una versione da poter modificare. Ho mandato un messaggio con una versione Pdf modificabile e una non. Qualche giorno dopo – ha rivelato ancora la donna – la direzione dell’anti-terrorismo mi ha chiesto di cancellare i nastri delle sei telecamere che avevo citato nella mia relazione".  
La questione della presenza o meno, quella notte, della polizia nazionale accanto a quella municipale, tiene banco da giorni. Il quotidiano Liberation aveva infatti denunciato la presenza di una solo auto, della municipale e non della polizia nazionale, a bloccare l'accesso alla Promenade la sera della strage.

Dal parabrezza del camion anti-proiettili alla poliziotta: complotti e menzogne su Nizza?
Insomma, cosa è successo davvero a Nizza? E' vero ad esempio che il parabrezza del camion colpito da innumerevoli colpi d'arma da fuoco della polizia è rimasto integro? Come è possibile?
E come è possibile che l’attentatore possa aver transitato con il camion almeno due volte prima dell’attentato sulla Promenade, fra il 13 e il 14 luglio, quando era vietato l’accesso a tutti i mezzi con capacità oltre le 3,5 tonnellate? 
Inoltre, l’albanese accusato di aver fornito l‘arma all'attentatore, sarebbe stato oggetto di un provvedimento di espulsione: perché era ancora libero? 

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