Dalla politica a San Patrignano e gli psicologi: tutte le opinioni pro e contro cannabis libera

25 luglio 2016 ore 13:44, intelligo
E’ in Aula alla Camera ed è la prima volta che una legge sulla legalizzazione della cannabis entra nel Parlamento italiano. A Montecitorio si discute non senza polemiche sull’argomento. Noi avevamo già sentito tutte le voci espressione di questa battaglia, sia pro legalizzazione che contro. Riproponiamo gli autorevoli interventi raccolti perché siate voi a farvi un’idea.  

“Bene l’ok dell’Antimafia alla legge sulla legalizzazione della cannabis. E’ una battaglia storica dei Radicali il cui senso è molto semplice: regolamentare significa governare un fenomeno che oggi è governato dalla mafia” ci aveva detto Rita Bernardini, che ha raccolto l’eredità di Marco Pannella e porta avanti con determinatezza la campagna per la legalizzazione della sostanza. 
IntelligoNews aveva parlato poi con Antonio Tinelli, coordinatore comitato sociale San Patrignano. Che aveva avvertito sul fatto della sottrazione dell’affare alle mafie di non essere d’accordo perché “così aumenterà la diffusione e la presenza di criminalità organizzata dedita a questo spaccio. Del resto in Italia questo lo abbiamo già visto in un altro settore. Nel gioco d'azzardo. Il 90% della crescita nella diffusione della problematica del gioco d'azzardo è avvenuta negli ultimi 4 anni, lì dove si è liberalizzato. Spesso chi, in un modo o nell'altro, agisce in prima linea nel segmento economico è la criminalità organizzata, ad esempio truccando le slot machine". 
Dalla politica a San Patrignano e gli psicologi: tutte le opinioni pro e contro cannabis libera
Poi lo psichiatra Paolo Crepet, sull’uso terapeutico ci aveva detto di essere d’accordo, ma non sul resto: “Io non prenderei un aereo con un pilota che si è fatto quattro canne. Del resto, avrei paura anche ad andare in autostrada sapendo che ci possono essere dei camion o auto con persone che hanno ‘fumato’. Credo che ci sia un pericolo oggettivo anche perché chi dice che la cannabis non fa niente allora mi deve spiegare perché la compra”.
Per il collega Alessandro Meluzzi vale questo ragionamento: "Il mercato andrà verso sostanze più pericolose dove si sposterà chi, ritendendo di non poter più trasgredire con una sostanza coltivabile in casa e consumabile liberamente, andrà verso il crack o la cocaina, per non parlare delle pillole di evasione. Dal punto di vista del mercato della mafia mi sembra dunque una notizia semmai positiva". Sottolineando poi come Gratteri non la pensi come l'Antimafia.
Da non dimenticare e leggere l’intervista Carmelo Palma, coordinatore della redazione del progetto di legge presentato dall'intergruppo "cannabis legale", che ci aveva spiegato il testo Giachetti e i suoi obiettivi: “In Italia esiste un mercato stimato mediamente intorno ai 7 miliardi di euro, ci sono circa 4 milioni di consumatori regolari di cannabis nel nostro Paese. Il mercato legalizzato non estingue di per sé la possibilità che a margine del mercato legale vi sia un'attività illegale, ma crea una situazione nuova. Un mercato legale che mette ai margini il provvedimento. Dunque la proposta di legge ha un duplice obiettivo: impedire che 7 miliardi di euro diventino profitto dei criminali e impedire che 4 milioni di persone diventino merce di organizzazioni criminali”. 


autore / intelligo
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