Cannabis libera, Giovanardi: "Saviano dia retta a Borsellino e Gratteri per combattere le mafie"

25 luglio 2016 ore 13:15, Micaela Del Monte
E’ in Aula alla Camera ed è la prima volta che una legge sulla legalizzazione della cannabis entra nel Parlamento italiano. A Montecitorio si discute non senza polemiche sull’argomento. IntelligoNews ha intercettato Carlo Giovanardi, che ci ha detto la sua sulla proposta che non condivide e ha mandato un messaggio a Saviano. 

La legge approdata oggi in Aula sulla cannabis libera mira creare sistemi alternativi alla mafia e superare il fallimento del poibizionismo. E' d'accordo?

"Innanzitutto io la penso sempre come Paolo Borsellino, la liberalizzazione e la legalizzazione sarebbero un grande regalo fatto alla mafia, servirebbero a moltiplicarne gli affari. Ed è la stessa cosa che ha detto dieci giorni fa il procuratore di Catanzaro, uno che è in prima linea contro la 'ndrangheta. Legalizzare vuol dire incrementare i traffici della mafia e inviterei la gente a leggere il testo per capire che è assolutamente contraddittorio: si va dall’uso personale alle cooperative fino alla possibilità di coltivare non solo in casa ma anche in luoghi dove le persone poi si ritrovano a consumare. Ovviamente con il divieto per i minori di 18 anni, che restano però i più a rischio essendo un mercato fiorente per la criminalità organizzata, tanto più che la diffusione della droga si presenta agli occhi dei giovani come qualcosa di innocuo. E ricordiamo che contemporaneamente è entrata in vigore una legge che dice che se uno guida sotto l’effetto di uno spinello e provoca un incidente mortale rischia fino a 18 anni di galera".

E allora perché?

"È un manifesto ideologico di chi vuole il diritto di avere la cannabis ricreativa, perché quella terapeutica è già consentita. Quindi si vuole la cannabis per divertirsi malgrado tutti i danni alla salute? Immaginate i bambini che vanno a scuola e si trovano il guidatore del pulmino fatto di cannabis, oppure il guidatore di un aereo, oppure uno che lavora dentro a una fabbrica. Quando avevo la delega anti-droga per legge facevamo i test, proprio per dimostrare che i lavoratori non si possono né drogare né ubriacare mettendo a rischio la vita degli altri".

Lorenzin intervistata ha detto “È evidente che, così come si vieta ai minori il consumo di alcol e fumo, si farà altrettanto per le sostanze psicotrope". Quindi continuerebbe ad esserci un traffico parallelo nei confronti dei minori. E questa è la prima motivazione che la vede contraria alla liberalizzazione. E' d'accordo?

"Questa proposta che vogliono far passare vuol dire un allargamento a dismisura della possibilità di avvicinarsi attraverso la porta della cannabis a tutte le altre droghe. Lo sappiamo tutti, basta andare nelle comunità di recupero, come ho fatto centinaia di volte, andare a parlare con quelli che poi passano tutta la vita a cercare di uscire dalla droga senza tener conto di quei 400/500 che ogni anno in Italia muoiono di overdose, lasciamo stare quelli che muoiono per patologie legate all’abuso di queste sostanze. Tutti quelli che sono entrati nel mondo delle droghe lo hanno fatto partendo proprio dalla cannabis". 

Tinelli di San Patrignano ci disse che la problematica del gioco d’azzardo è aumentata quando si è liberalizzato, non c’è il rischio dello stesso effetto con la cannabis libera?  

"Da sempre psicologi, neuropsichiatri eccetera mostrano come un ragazzo che comincia a farsi di canne da minorenne arriva poi a 18/19 anni con dei danni celebrali irreversibili che sono documentati dalle neuroscienze, vorrei capire perché il signor Saviano -se vuole combattere la camorra o la ‘ndrangheta- non dà retta a Paolo Borsellino o al procuratore Gratteri. Io sto con loro, sto con quelli che sono in prima linea per combattere questa legalizzazione".
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