Cannabis legale, radicale Magi: "Proibizionismo danneggia salute dei cittadini. Poi una proposta più avanzata"

25 luglio 2016 ore 13:43, Micaela Del Monte
E’ in Aula alla Camera ed è la prima volta che una legge sulla legalizzazione della cannabis entra nel Parlamento italiano. A Montecitorio si discute non senza polemiche sull’argomento. IntelligoNews ha intercettato Riccardo Magi, segretario nazionale di Radicali Italiani, che ci ha spiegato perché reputa fondamentale la liberalizzazione della cannabis.

Cannabis legale, radicale Magi: 'Proibizionismo danneggia salute dei cittadini. Poi una proposta più avanzata'
La legge approdata oggi in Aula sulla cannabis libera mira creare sistemi alternativi alla mafia e superare il fallimento del poibizionismo. E' d'accordo?

"Assolutamente credo che questo sia appurato, non siamo più solo noi Radicali a pensarlo. Ricordo che già Marco Pannella fece la prima disobbedienza civile in questa materia nel 1975 chiedendo la legalizzazione della cannabis. Ormai ci sono arrivate anche le massime autorità nel nostro Paese, pensiamo alla Direzione Nazionale Antimafia che lo ha detto chiaramente e ha espresso parere favorevole in tutte le proposte di legge che mirano alla legalizzazione della cannabis. E' evidente che il probizionismo ha fallito e mantenere politiche proibizioniste e repressive conviene solamente alle narcomafie e anche al terrorismo internazionale. Ora bisogna vedere se questo Parlamento sia in grado di assumersi la responsabilità di voltare pagina rispetto alle politiche proibizioniste e questo disegno di legge dell’intergruppo promosso da Benedetto Della Vedova è certamente un banco di prova. Il problema è che il fronte proibizionista invece già si è messo in moto, sappiamo che sono già 200 mila gli emendamenti presentati. Oggi è un momento storico perché comincia una discussione su un testo di legge di questo tipo ma sappiamo anche che poi sarà tutto rimandato all’autunno quando ci saranno appuntamenti politico-istituzionali nel calendario cruciali come il referendum costituzionale, la legge elettorale, la legge di stabilità, quindi il rischio è che la cosa venga accantonata. Noi come Radicali italiani e Associazione Coscioni, insieme ad altre associazioni anti proibizioniste, stiamo cercando di dare vita ad una mobilitazione nel Paese attraverso una legge di iniziativa popolare anche attraverso il sito legalizziamo.it, chiedendo ai cittadini di firmare una proposta di legge che per certi versi è ancora più avanzata rispetto a quella dell’intergruppo perché prevede anche la decriminalizzazione dell’uso di tutte le sostanze stupefacenti e non solo la cannabis". 

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin intervistata sulla legge ha detto che"come si vieta ai minori il consumo di alcol e fumo, si farà altrettanto per le sostanze psicotrope. Quindi continuerebbe ad esserci un traffico parallelo nei confronti dei minori". 

"Credo sia davvero disarmante. Perché anche in base ai testi di legge di cui si parla, sia quelli dell’intergruppo sia quello su cui stiamo lavorando noi, ovviamente non è prevista la possibilità di utilizzo da parte dei minori. Anzi, ci sono anche delle regole sul fatto che i rivenditori che potrebbero vendere la cannabis debbano essere a una distanza minima dalle scuole. Un ministro della Salute tra l’altro dovrebbe avere a cuore la salute dei cittadini e il proibizionismo danneggia proprio la salute dei cittadini. Guardi al Portogallo".

Tinelli di San Patrignano ci disse che la problematica del gioco d’azzardo è aumentata da quando si è liberalizzato, non c’è il rischio che la liberalizzazione della cannabis porti allo stesso risultato?  

"In realtà potrebbe anche esserci all’inizio un aumento del consumo, ma tutte queste stime in realtà sono basate un po’ sul nulla perché è estremamente difficile dire adesso quanto sia il consumo. Quello che noi sappiamo, perché ce lo dice nella sua relazione la Direzione Nazionale Antimafia, è che dopo decenni e decenni di proibizionismo il consumo di cannabis è aumentato in maniera esponenziale. Ed è un'illusione pensare di poter proibire all’uomo di assumere delle sostanze che danno determinati effetti. Questa è un'illusione da Stato etico, da Stato totalitario, e quindi le istituzioni dovrebbero liberarsene il prima possibile perché è proprio la repressione e la proibizione che rendono unico il mercato delle droghe e c’è anche una maggior possibilità per chi fa uso di una sostanza di entrare in contatto con un’altra e quindi di diventare un poli-consumatore e queste sono le cose che vanno combattute. Come? Regolamentando, cioè legalizzando". 

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