Cannabis libera, Fassina (SI): “Il fenomeno è negativo ma con questa legge puntiamo a controllarlo"

25 luglio 2016 ore 14:03, Marta Moriconi
“Legalizzare vuol dire riportare in un circuito di controllabilità un fenomeno che è già ampiamente diffuso”. “A differenza del gioco d’azzardo con cui il governo punta a fare soldi e quindi pianifica l’aumento dei punti vendita, questa norma punta a controllarlo e per controllarlo va legalizzato”. Due concetti attraverso i quali, nell’intervista a Intelligonews, Stefano Fassina, parlamentare e leader di Sinistra Italiana, spiega perché è tra firmatari della legge sulla liberalizzazione della cannabis. 

Perché ha firmato la proposta di legge sulla cannabis libera?

"Per ridurre i danni che derivano dall’attuale legislazione che rafforza anziché diminuire la criminalità organizzata e danneggia le persone che ne fanno consumo. Sono tra i firmatari del progetto di legge che prevede, a differenza di quanto raccontano tanti altri, la legalizzazione circoscritta di produzione e consumo, non la liberalizzazione. Le analisi scientifiche, comprese quelle della Dia, evidenziano che legalizzare indebolisce la criminalità organizzata e riduce i problemi per le persone che ne fanno uso".

A chi dice che Borsellino non la pensava così e lo stesso Gratteri è netto sul tema cosa risponde? E comunque come fu per la legge sull’azzardo da 4 anni abbiamo la liberalizzazione ma sono aumentate le persone con problematiche legate al gioco d’azzardo, lei cosa risponde?

"Rispondo che sul gioco d’azzardo il governo punta a fare soldi e quindi pianifica l’aumento dei punti vendita, come ha fatto l’ultima legge di stabilità, e quindi è difficile contrastarlo nel momento in cui si utilizza per fare cassa in modo così spinto. Il gioco d’azzardo può essere limitato, abbiamo fatto proposte anche su questo, attraverso una gestione pubblica dei punti-gioco invece che incentivare l’apertura da parte di privati".

Cannabis libera, Fassina (SI): “Il fenomeno è negativo ma con questa legge puntiamo a controllarlo'
Ma c’è chi assimila le due questioni. Per lei è così oppure no, legalizzare non rischia di peggiorare il problema?

"Non le vedo similari, sono due questioni diverse. Ripeto: la legalizzazione del gioco d’azzardo non può essere utilizzata come indicatore di efficacia dell’intervento perché il governo, anzitutto ne consente la pubblicità e ha moltiplicato per fare cassa i punti-gioco. Vorrei anche ricordare che andrebbe misurato con l’ampiezza del mercato nero che ci sarebbe stata qualora la legalizzazione del gioco d’azzardo non si fosse fatta; quindi mi sembra un argomento davvero debole".

La Lorenzin ha sollevato una questione: il consumo di alcol e fumo è vietato ai minorenni e la canna che è una sostanza psicotropa si legalizza? Qual è la sua valutazione?

"Il problema non è che gliela diamo, ma che ce l’hanno già in un mercato illegale che li sfrutta e li espone a pericoli gravi. Quindi non diamo nulla. Queste persone dovrebbero fare i conti con i dati di realtà: la produzione il consumo sono già ampiamente diffusi. Legalizzare vuol dire riportare in un circuito di controllabilità un fenomeno che è già ampiamente diffuso". 

Farsi le canne rimane negativo? 
"Il fenomeno è negativo e la legge, a differenza di quello che fa con il gioco di azzardo, non punta a promuoverlo, ma a controllarlo e per controllarlo va legalizzato". 

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