Tim ci riprova: dopo il no Agcom, nuovi rincari (2 euro) per alcuni piani ricaricabili

25 maggio 2016 ore 8:28, Andrea De Angelis
Il telefono si fa bollente. Anche perché non possiamo più farne a meno e la notizia di un aumento, annunciata dal gestore e non frutto di indiscrezioni più o meno da verificare, fa sempre un certo effetto.

Partiamo proprio dall'annuncio di qualche giorno fa da parte di Tim: "Alcuni piani tariffari base ricaricabili entreranno a far parte dei piani PRIME go ed avranno un costo di 49 centesimi a settimana in più". Tutto questo a partire dal 15 giugno. Un aumento dunque chiaro, messo nero su bianco e che riguarda diversi piani ricaricabili dell'operatore. Un tentativo che ricorda da vicino quello dello scorso aprile, poi naufragato per lo stop dell'Agcom e rispettato dal noto operatore.
L'associazione per i consumatori Aduc denuncia ora il nuovo, previsto rincaro all'Agcom e all'Antitrust
Questa volta però Tim potrebbe spuntarla per un semplice motivo: a permetterlo, a differenza dello scorso mese, sarebbe la normativa vigente. La notizia, che dunque pone in essere una differenza tra l'operazione rincaro di aprile e quella che dovrebbe scattare dal prossimo 15 giugno, la riporta Repubblica.it secondo quanto riferito proprio da Agcom. Si legge sul noto quotidiano: "Prime Go è diversa da Prime perché è un rincaro secco della tariffa, il che è permesso dalla normativa". Si apprende poi che l'utente avrà la possibilità di chiedere "biglietti 2x1 per il cinema ogni settimana, Calciomercato e Campionato con la App Serie A Tim, chiamate e SMS illimitati verso un numero mobile Tim a scelta, la possibilità di vincere smartphone e premi alla ricarica", come scritto dall'operatore sul proprio sito. Insomma, l'impressione è che la mossa di Tim, la modifica rispetto al mese di aprile possa essere vincente. 

Tim ci riprova: dopo il no Agcom, nuovi rincari (2 euro) per alcuni piani ricaricabili
Sempre Repubblica spiega la differenza, legata anche alle possibilità per il cliente di non subire, di fatto, il rincaro. Innanzitutto chiedendo il recesso gratuito (con un preavviso di almeno 30 giorni), oppure passando a una tariffa base che non abbia Prime Go. Ad aprile invece l'operatore permetteva all'utente anche di annullare Prime Go e restare con la propria tariffa base (senza rincaro ma anche senza la possibilità di richiedere quei servizi aggiuntivi). Adesso Tim, invece, si prende il rischio di perdere i clienti a cui ha fatto il rincaro. Una mossa, appunto, che potrebbe essere decisiva per evitare un nuovo stop.

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