Borse salgono trainate dai bancari: dietro l'euforia in Europa

25 maggio 2016 ore 10:30, Luca Lippi
Borse salgono, perché? Il discorso è complicato, non è semplice spiegare certe dinamiche, cercheremo di farlo, compatibilmente con il rigore che la materia richiede, di offrire una lettura comprensibile.
Partiamo dalla Borsa statunitense perché anche su questa si basa l’apertura di quella italiana che è molto sensibile date le sue scarsissime dimensioni.
Ci sono medie di prezzi che sono il “vento che tira” nella stagione di tutte le Borse mondiali, ogni Borsa ha il suo vento, e quello della Borsa statunitense è che attualmente è tornata sopra la quotazione medie degli ultimi dodici mesi (per i principali indici borsistici statunitensi), è senza dubbio un segnale positivo, non basta però per stare tranquilli! La principale fonte di preoccupazione risiede nel fatto che siamo tutt’ora nei pressi dei massimi storici e mancano le condizioni per auspicare il superamento, il timore è quello di ritrovarci in una situazione simile a quella che si è verificata negli ultimi mesi dello scorso anno. Quando, non avendo avuto la forza per andare ad attaccare i massimi assoluti, gli indici sono finiti nei primi giorni dell’anno, in un pericoloso baratro dal quale si è venuti fuori congelando quelle politiche monetarie che si adottano durante la ripresa economica.
Come spesso abbiamo già scritto affrontando l’argomento, le Borse salgono quando la situazione economica non è florida. Il motivo è che in quel momento il mercato ritiene che ci siano ampi margini di miglioramento, mentre dopo un ciclo economico positivo le prospettive di crescita ovviamente si fanno più incerte.
Nello specifico delle Borse Usa, c’è stato un apprezzamento del dollaro tornato in area 1,11 rispetto all’euro (anche grazie alla “svalutazione” forzata dell’euro operata dalla Bce) gli accordi di scambio consolidati ovviamente privilegiano le aziende statunitense su quelle del vecchio continente, ricordate sempre che la svalutazione favorisce chi ha debiti e attualmente gli Stati uniti sono titolare di molti crediti.

Borse salgono trainate dai bancari: dietro l'euforia in Europa

Riguardo la Borsa di casa nostra, a trainare il mercato sono i titoli bancari e questo accade perché la vigilanza bancaria della Bce ha dichiarato che la Banca Centrale sta lavorando a nuove proposte per velocizzare la soluzione della questione delle sofferenze bancarie, ed il comparto ha subito reagito positivamente.
A beneficiarne maggiormente ovviamente, è proprio la nostra Piazza Affari il cui indice di riferimento è zeppo di titoli di quel settore. Insomma dalla Bce arriveranno aiuti per le Banche gravate da immani sofferenze, anche se ancora non si sa bene in che modo. Di questo ha goduto a domino tutta Europa, Londra ha guadagnato un punto e mezzo percentuale, Francoforte due punti e venti e Parigi due punti e mezzo, ma è stata Milano a far segnare il maggior rialzo di giornata.
Il Ftse Mib (+3,34%) è stato trascinato al rialzo in particolare da Banca MPS (+10,51%) che beneficia anche delle voci secondo le quali il Tesoro salirebbe al 7% del capitale della Banca di Rocca Salimbeni, dall’attuale 4%, accettando il pagamento in azioni (anziché in contanti) della parte residua degli interessi dovuti sui Monti Bond.
Ma vanno sottolineati anche i forti rialzi di Bper (+7,88%), Mediobanca (+6,08%), Intesa Sanpaolo (+6,08%), Ubi Banca (+5,61%) e UniCredit (+4,87%). Guadagni più contenuti per Banca Popolare di Milano (+2,34%) e Banco Popolare (+1,11%), le due “promesse spose” proprio oggi hanno presentato alla Vigilanza Europea lo statuto della “nuova” Banca, occorre sperare che non ci siano ulteriori intoppi.
Giornata da ricordare anche per il comparto assicurativo, terzo rialzo di fila per Generali (+5,77%) che si avvicina di nuovo a quota 13 euro, già stata fatale al titolo un paio di volte. Bene anche Unipol (+4,24%) che pare aver trovato su quota 3 euro un buon livello dal quale ripartire, e torna a salire anche UnipolSai (+2,12%) che ha tutt’ora ampi margini di miglioramento.
Naturalmente anche i titoli del risparmio gestito hanno avuto una giornata gloriosa, in particolare Banca Mediolanum (+5,17%)ha ritoccato il massimo dell’anno tornando su quotazioni che in passato le erano state fatali, bene anche Anima Holding (+3,10%), Azimut (+2,80%) e Finecobank (+2,22%). Questo significa molto sulle future decisioni che saranna prese al riguardo della riforma delle pensioni dalla quale emergerà un ghiotto giro d’affari per fare da stampella all’Inps. C’è poi la decisone passata sotto silenzio che fa intravedere agli speculatori un’altra ghiotta possibilità di fare guadagni facili, ci riferiamo alla presa d’atto che le casse dello Stato sono mestamente vuote, e quindi c’è la corsa a chiedere aiuti al settore privato (banche) per raccogliere finanziamenti allo scopo di acquistare al “capate capate” un’altra bella fetta di di Poste Italiane (+2,24%) una sola anomalia, il “compratore” sarebbe Cassa Depositi Prestiti (che è la cassa di Poste Italiane), saranno stati informati i correntisti di poste Italiane di ciò che viene fatto con i loro soldi? Siamo certi di si.
Qualcuno dirà che si festeggia l’accordo per la Grecia, noi ricordiamo che le Borse anticipano non festeggiano mai il giorno dell’evento.

autore / Luca Lippi
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