Giro d'Italia 2016, Valverde sul podio e Nibali Ko: l'italiano "corre" ma insegue

25 maggio 2016 ore 12:55, Americo Mascarucci
Vincenzo Nibali non ce la fa, questo Giro d’Italia per lui sembra davvero "tutto in salita".  
La tappa di Andalo infatti è stata vinta dallo spagnolo Alejandro Valverde che ha ottenuto la sua prima vittoria di sempre al Giro d’Italia. Dietro di lui l’olandese Steven Kruijswijk e il russo Ilnur Zakarin. 
Valverde adesso è  al terzo posto, dietro a Kruijswijk e al colombiano Chaves. 
Nibali come detto è in difficoltà.   
Il campione d’Italia fatica a tenere testa agli avversari e lui per primo sembra non trovare spiegazioni ad un insieme di performance davvero deludenti: "È evidente che non sono io, non capisco il motivo, perché mi sento bene. Vogliamo approfondire e faremo degli esami clinici ma voglio comunque andare fino in fondo: voglio onorare questo Giro fino a Torino". 
Gli osservatori più attenti hanno evidenziato come Nibali continui ad essere il leone di sempre, con una forza di volontà straordinaria cui però sembrerebbe non fare rima la forza delle gambe. 
Proprio le gambe avrebbero tradito il campione nelle ultime volate.
Nibali da anni è seguito sempre dallo stesso staff coordinato da Paolo Slongo, allenatore dai tempi della Liquigas. Però le sue prestazioni sono lontanissime da quelle del Giro 2013 e del Tour 2014. 

Giro d'Italia 2016, Valverde sul podio e Nibali Ko: l'italiano 'corre' ma insegue
Poi c’è chi sostiene che il campione si sia allenato poco, che abbia sottovalutato il Giro convinto di avere ancora la stessa forza di prima nelle gambe: altri sostengono invece che probabilmente la falla è stata nella preparazione, altri ancora che si è sforzato troppo all'inizio perdendo vigore nelle battute finali. Infine c’è chi come avviene sempre in ambito sportivo ha già suonato il de profundis al campione sostenendo che il suo ciclo è finito e che ormai è arrivato il momento di ritirarsi. 
Intanto Valverde si gode il successo e spiega:
"Sono venuto al Giro con due obiettivi - ha detto - vincere una tappa e finire sul podio. Metà missione è compiuta e per ora sono nei primi tre, anche se so che Nibali è un attaccante nato e farà di tutto per superarmi. Kruijswijk mi sembra il più forte di tutti e credo sia inattaccabile per la vittoria finale. Ma non si sa mai. Le montagne delle tappe di venerdì e sabato mi piacciono, vedremo". 
Su Nibali ha concluso: "Non penso che Vincenzo sia in crisi, è stato lui a scatenare l’attacco, alla fine ha un po’ pagato ma è ancora lì in classifiica e può cercare dii conquistare un posto sul podio".  

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