Roma, CasaPound: "Abbiamo un obiettivo: i nostri figli che prendono il gelato da soli a Termini"

25 maggio 2016 ore 12:57, Adriano Scianca
"Quando avremo finito le mie bambine potranno andare a prendere il gelato da sole alla stazione Termini". È questa la sintesi delle idee di Simone Di Stefano, candidato sindaco di CasaPound Italia, sul problema della sicurezza a Roma. E a IntelligoNews spiega: "Di questo tema si parla poco perché nessun vuole scontentare le cooperative che gestiscono milioni di euro con il business dell'accoglienza".

Perché si parla così poco dell'insicurezza di Roma, in questa campagna elettorale?

Roma, CasaPound: 'Abbiamo un obiettivo: i nostri figli che prendono il gelato da soli a Termini'
«Si vuole anestetizzare il problema principale della città, o almeno il problema che è più sentito dalla popolazione. Un tema strettamente legato a quello dell'immigrazione e di cui non si parla perché nessun vuole scontentare le cooperative che gestiscono milioni di euro con il business dell'accoglienza».

È un problema effettivo o percepito? Roma è davvero una città insicura?

«È assolutamente un problema effettivo. Ci sono zone in cui è rischioso andare da soli. Faccio solo l'esempio delle principali stazioni romane, Termini, Tiburtina e Ostiense. Sfido chiunque a mandare i propri figli, bambini o anche adolescenti, da soli in queste zone. Io che ho due bambine che vivono all'Esquilino lo so bene».

Un problema conosciuto da vicino, quindi...

«Io dico sempre che quando avremo finito le mie bambine potranno andare a prendere il gelato da sole alla stazione Termini».

Ecco, come se ne esce?

«Per esempio eliminando quelle persone straniere che sono nelle nostre città ma non hanno né un lavoro né una casa e non si capisce cosa stiano facendo qui, se non diventare facile preda per la criminalità. Si può fare, lo fanno in Germania anche con gli italiani: se non hanno come mantenersi vengono accompagnati al confine. Ho visto in tv un servizio su alcuni minorenni africani che vivono in una casa famiglia e che ammettevano tranquillamente di passare le mattinate alla stazione Termini a prostituirsi o a spacciare. Quando il sindaco di Roma sente una cosa del genere deve andare in quella casa famiglia e chiuderla».

Spesso su questo argomenti si tirano fuori le ronde. Sono davvero una soluzione?

«Di sicuro l'insicurezza si combatte con dei cittadini che scendano in strada».

Irene Pivetti ha detto che occorre riconoscere ufficialmente i comitati di quartiere...

«Alcuni comitati fanno dei lavori egregi, ma dobbiamo uscire dalla logica del comitato di quartiere che sta chiuso in una sede, serve un controllo fisico del territorio».
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