Armi chimiche Europei, Allam: “Parigi ripete più volte che siamo in guerra. Italia porto franco dei terroristi"

25 maggio 2016 ore 17:18, Lucia Bigozzi
“Armi chimiche facilmente reperibili e attacchi in luoghi con grandi assembramenti di persone, rappresentano una evoluzione della tattica d’attacco”. E’ il primo elemento di valutazione che Magdi Cristiano Allam, giornalista, editorialista e scrittore, offre come spunto di riflessione nella conversazione con Intelligonews dopo l’allarme lanciato dalla Francia sul rischio attentati con armi chimiche in vista degli Europei di calcio. 

La Francia lancia il pericolo attacchi chimici in vista di Euro2016. Che tipo di armi chimiche, secondo lei, potrebbero usare  i terroristi e che segnale è?

"Non è la prima volta che il governo francese mette in guarda da questa possibilità. Parigi ha ripetuto più volte che siamo in guerra e che in questa guerra non si deve escludere nulla, il capo del governo Valls ha evocato la possibilità dell’uso di armi chimiche, considerando che l’Isis le ha già usate in Siria e in Iraq".

Che tipo di armi chimiche?

"Si tratta di armi chimiche che possono essere facilmente composte, anche in modo artigianale, assemblando singoli pezzi che sono sul mercato e si trovano in commercio. Parliamo di armi rudimentali ma che possono provocare una strage nel momento in cui vengono utilizzate in spazio a forte concentrazione di persone".

Armi chimiche Europei, Allam: “Parigi ripete più volte che siamo in guerra. Italia porto franco dei terroristi'
Magdi Cristiano Allam
Da questo punto di vista e considerando che secondo l’allarme francese i terroristi sono pronti anche alla presa di ostaggi, rileva un’evoluzione nella tattica d’attacco?

"E’ sicuramente un’evoluzione finalizzata ad accrescere il livello della paura. I terroristi vogliono provocare il maggior numero di morti e bisogna considerare con grande serietà queste minacce. Anche perché il dato di fondo – non dimentichiamolo mai – è che questi terroristi sono tra di noi; non arrivano da fuori, sono cittadini europei, pronti a colpire. Questo vale per la Francia ma anche per l’Italia, la Gran Bretagna, il Belgio, l’Olanda; i terroristi colpiscono nel momento in cui decidono di farlo". 

In Francia saranno dispiegato 72mila poliziotti: ci dovremo abituare a questo tipo di scenario ogni volta che ci sarà un evento importante che richiama migliaia di persone?

"E’ una sconfitta per la nostra civiltà che ci deve obbligare a rivedere radicalmente il modello di convivenza che finora è stato accreditato, perseguito, e ci deve obbligare ad avere il coraggio di guardare in faccia la realtà dell’Islam come religione. Il fatto che ci costringano a una vita blindata dove per proteggere decine di migliaia di persone che affollano uno stadio si debba presidiarlo con migliaia di soldati uomini delle forze dell’ordine, è il successo del terrorismo islamico. Insomma, nel momento in cui noi viviamo nella paura, fuori e dentro casa, loro hanno vinto perché la morte interiore è la morte peggiore che possiamo subire; finiremo per sopravvivere fisicamente ma dentro, ci sentiremo spogli della nostra dignità e della nostra libertà". 

L’Italia con la sua nazionale di calcio non corre rischi dicono i francesi, ma sono gli stessi che hanno “bucato” gli attentati di Parigi. C’è da crederci? 

"Il punto non sono le squadre in campo ma le persone che affollano lo stadio perché i terroristi vogliono provocare una strage. Hanno individuato la Francia come un bersaglio principale da colpire; al momento l’Italia non risulta essere un bersaglio su cui si stanno concentrando ma questo si deve al fatto che l’Italia è il loro porto franco, cioè consente loro di entrare liberamente senza neppure essere identificati; quindi non è nel loro interesse fare un attentato in Italia". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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