Silvio al telefono con Putin: “Aiuta tu i Marò”

25 marzo 2013 ore 13:36, Pietro Romano
Silvio al telefono con Putin: “Aiuta tu i Marò”
Telefonare a Vladimir Putin per chiedergli di intercedere in favore dei marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. E’ l’idea che Silvio Berlusconi avrebbe confidato ad alcuni suoi strettissimi collaboratori. In ragione dello storico rapporto che lega Mosca e New Delhi. E dell’amicizia e della stima reciproche che legano il presidente russo e il Cavaliere.
La vicenda si va sempre più ingarbugliando. A chi e a che cosa attribuirla? Molte sono le cause e i soggetti coinvolti: una legislazione nazionale e internazionale per la difesa delle navi dagli atti di pirateria perlomeno carente, l’atteggiamento dell’armatore e del capitano della nave sulla quale erano imbarcati i marò a dir poco ambiguo (ma qualcuno ha cercato di chiarirlo ed eventualmente sanzionarlo tra i tanti solerti magistrati del nostro Paese?), l’arroganza dell’India, la turbolenta situazione politico-istituzionale dell’ex colonia britannica, l’incapacità della politica italiana a gestire gli stati di crisi. Il risultato è che Girone e Latorre rischiano pene gravissime (ma, pare, non la pena di morte), il rapporto tra Italia e India è pregiudicato, miliardi di interscambio sono a rischio, con la complicità anche della presunta corruzione nella vendita di 12 elicotteri AgustaWestland a New Delhi. Berlusconi, così, avrebbe deciso di intervenire. Nell’unico modo che gli è consentito, ora che non ha incarichi istituzionali, e nel modo che comunque gli è stato proprio anche da presidente del Consiglio: i rapporti personali. Il partenariato tra Mosca e New Delhi è lungo di oltre mezzo secolo. La contrapposizione tra l’asse Urss-India e quello Cina-Pakistan ha spaccato il mondo comunista e il movimento dei Paesi cosiddetti non allineati. Oggi la Russia è il primo fornitore di armamenti all’India, che a sua volta è uno dei migliori clienti mondiali del settore. Mosca, inoltre, sta aiutando New Delhi ad affrancarsi, nella produzione di elettricità, dalla dipendenza dal carbone, ancora superiore al 50%, per passare al nucleare. In uno degli ultimi viaggi in India il presidente Putin ha firmato in pochi giorni contratti per alcuni miliardi di dollari. In questo momento nessuno è più vicino all’India di Putin, Berlusconi l’ha intuito bene. Ma i tempi si vanno facendo stretti. E il Cavaliere dovrebbe interrompere le consultazioni, che allungano i tempi e accrescono i dubbi, e prendere piuttosto la cornetta.
autore / Pietro Romano
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