La testa di Moretti sul tavolo di Padoan. Messa da Renzi...

25 marzo 2014 ore 12:18, intelligo
La testa di Moretti sul tavolo di Padoan. Messa da Renzi...
di Luca Lippi Che Moretti sia o non sia un bravo amministratore è a insindacabile giudizio di chi a suo tempo l’ha nominato a guidare le Ferrovie dello Stato. Che Moretti sia entrato in conflitto con il presidente del consiglio perché vuole ridurgli lo stipendio è solo un difetto di comunicazione, forse è meno bravo a comunicare che ad amministrare, di fatto la reazione scomposta è relativa alla volontà di Padoan di privatizzare le Ferrovie dello Stato. Parla a nuora perché suocera intenda! Non è in pericolo una fetta del suo compenso, è in pericolo la poltrona. Padoan non intende confermare Moretti alla guida delle FFSS in primavera! Moretti è pur sempre l’ex segretario generale della CGIL trasporti; uomo della sinistra storica che avversa il nuovo che avanza un po’ per riconoscenza di chi lo ha sponsorizzato in tempi non sospetti (i conti si pagano sempre), un po’ perché anche lui tiene famiglia, a sessant’anni è troppo giovane per andare in pensione, quindi reclama un posticino nel partito dalla parte avversa all’agnello  sacrificato (va di moda nel PD) in attesa di tempi migliori per la rappresentanza di una certa politica italiana.
La testa di Moretti sul tavolo di Padoan. Messa da Renzi...
Moretti (e i notabili come lui alla guida delle aziende di Stato) è la carta di Renzi per giocarsi il rinnovamento generazionale
(rottamazione) l’eliminazione degli avversari interni che bloccherebbero per principio le privatizzazioni mettendo in difficoltà l’esecutivo di fronte agli impegni presi a telecamere spente con l’annoiata Merkel che è stufa di parlare con la pletora di presidenti del consiglio tricolori (ha la rubrica piena di cancellature disordinate) per garantirsi la sopravvivenza. Rimane, però curioso osservare con un mal celato stupore il fatto che un rappresentante dell’ultrasinistra, sindacalista di prim’ordine, difenda il suo stipendio milionario di fronte alla chiamata alle armi (sacrifici per tutti) per la ragion di Stato. Vogliamo dire che nella mala sorte e nella malattia, nel dimenarsi per la difesa dei propri interessi, cade involontariamente la maschera? Grande errore! Soprattutto perché le FFSS sono la riserva della nuova sinistra, 70mila dipendenti che prenderanno il pugno di spiccioli inutili di Renzi. Un ceffone senza precedenti da cui Moretti non riuscirà a ottenere perdono, dai suoi amministrati e soprattutto dalla Camusso, perdendo definitivamente credito (e due poltrone in un solo colpo). Sarà dura recuperare, il popolo non perdona ma ha memoria corta e forse si salva, la politica … forse lo ricicla nella trincea del fuoco “amico” e lo ritroveremo oppositore fra alleanze trasversali incomprensibili. Magari Squinzi lo perdona e se lo porta in Svizzera!
autore / intelligo
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