Londra abbandona la nave "Europa" per la Cina

25 marzo 2015, Luca Lippi
Londra abbandona la nave 'Europa' per la Cina
Londra alza la voce e lancia l’”abbandono della nave” perché affonda! 

La nave è l’Europa ovviamente, e il grido è la trasformazione dell’avvertimento già reso (a suo tempo impopolare) pubblico dalla Thatcher (gli costò le dimissioni dal partito) che non ha mai creduto nell’UE e in una moneta costruita a immagine del marco. Londra aderisce alla banca internazionale cinese. 

Cos’è? L’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), è l’istituto finanziario promosso dalla Cina che si pone come rivale della Banca Mondiale e dell’Asian Development Bank

Perché la Cina promuove dal 2013 una struttura finanziaria in contrapposizione con il più noto sistema finanziario della Banca Mondiale e dell’Asian Development Bank di matrice “Dollaro Usa”? La risposta è molto semplice, mentre l’occidente “finanziarizzato” è un cadavere in attesa di sepoltura, il resto del mondo (forse) non lo è ancora e le sue residue possibilità di sopravvivenza passano attraverso la fine del dollaro come moneta per regolare i saldi internazionali. 

Un esempio per far comprendere il meccanismo ai non esperti: un Paese X compra da un Paese Y per 100 e vende per 105, posto che il flusso è a oggi in Dollari (monopolio del cartello bancario anglosassone) abbiamo un flusso totale di 205 dollari, i Paesi X e Y devono negoziare solamente i saldi cioè 5 ed è concesso farlo in moneta locale. Indovinate un po’ chi guadagna? Anticipiamo l’obiezione che anche l’Italia e la Germania hanno aderito all’Asian Infrastructure Investment Bank, ma la differenza è sostanziale, la Gran Bretagna non ha l’euro e ha già ridotto i suoi investimenti nella Nato al 2%, in buona sostanza è una vera separazione (in casa per il momento) ma concreta. Gli altri Paesi che hanno aderito oltre la fondatrice Cina (c’è tempo fino al 31 marzo) sono, Russia, India, Brasile, Tailandia, Malesia, Mongolia, Nuova Zelanda, Singapore, Filippine, Pakistan, Bangladesh, Brunei, Qtar, Giordania, Arabia Saudita, Cambogia, Laos, Birmania, Nepal, Sri Lanka, Uzbeekistan, Giordania, Tagikistan, Kuwait, Oman. Emergono da quest’evento errori antichi commessi da noi europei per non avere accettato l’apertura di Putin alle nostre imprese, è evidente che c’è ancora (purtroppo non per noi europei) per Putin e alleati un continente intero da trasformare. La lista delle cose che a noi convenivano e non sono state realizzate è piuttosto lunga ma il business in Asia è troppo grande e a oggi nel contesto di "asfissia economica" non sarà possibile imporre a francesi e tedeschi di suicidarsi. 

Gli inglesi liberi dall’euro non badano a convenevoli e liberano la sedia senza rimpianti. 

Inevitabilmente Washington ha solo due strade: assecondare il mutamento in atto rinunciando a essere l’unico impero globale in missione divina, pur mantenendo il ruolo di attore numero uno in occidente, oppure bruciare tutto, a partire da se stessi. La risposta come sempre sarà il tempo a offrircela.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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